Se Vinyls muore, l'industria crolla I sindacati annunciano lo sciopero
Lo stallo nel negoziato sulla Vinyls provoca ripercussioni nelle realtà produttive collegate. La Polimeri Europa (Eni) intende avviare da subito il trasferimento del personale degli impianti di fenolo e cumene negli altri impianti con carenze di organico.
Rinchiusi alla Torre aragonese e all'Asinara, ma con la speranza di salire su un aereo che martedì li porti a Roma per protestare davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico, dove si dovrebbe svolgere l'incontro tra il governo e la Ramco.
MAZZATA
I cassintegrati della Vinyls provano a reagire alla mazzata dopo l'addio degli emiri.
L'azienda è vicina al fallimento, gli arabi hanno annunciato il ritiro dalla compravendita e la chimica rischia il collasso.
Da tre giorni sul monumento del porto si susseguono gli incontri tra i lavoratori e i loro rappresentanti, per studiare strategie che possano inchiodare il governo nazionale alle proprie responsabilità.
Per cercare di convincere Eni, Ramco e governo che a Porto Torres, come nel resto del Paese, si può continuare a fare chimica, gli operai intendono raggiungere martedì la capitale.
L'obiettivo è quello di organizzare un sit-in davanti al ministero ma con le buste paga diventate ormai quasi trasparenti anche acquistare il biglietto aereo diventa un lusso.
In queste ore l'ambasciata italiana e quella del Qatar si sono attivate per cercare di avviare un nuovo contatto tra la Ramco, il ministero e l'Eni.
Gli arabi avevano avanzato all'inizio dell'anno una proposta di acquisizione di tutto il ciclo del cloro in mano a Eni e Vinyls.
Il 5 maggio si era tenuto un tavolo al ministero, ritenuto incoraggiante, ma qualche giorno dopo era arrivata la doccia gelata.
Ramco si sarebbe ritirata per la richiesta economica sugli impianti, valutati 86 milioni.
Ma a causare la rottura sarebbe stata anche la decisione di Eni di trattare separatamente le saline di Assemini e il parco serbatoi UTTA.
Altro ostacolo individuato: la restituzione della concessione della banchina del sale all'ente portuale di Porto Marghera da parte del
"Cane a sei zampe".
LETTERA ALLA RAMCO
Il commissario veneziano, Mauro Pizzigati, starebbe predisponendo una lettera per i vertici della multinazionale araba per spiegare che almeno due dei tre ostacoli individuati sono già superabili: la banchina del sale di Porto Marghera potrebbe tornare presto in concessione all'azienda che acquisirà il ciclo del cloro, mentre il prezzo degli impianti dell'ex Ineos può essere rivisto al ribasso.
Rimane il problema delle saline e del parco logistico, che a questo punto può essere risolto solo se l'Eni deciderà di chiarire davanti ai rappresentanti legali della Ramco che non esiste nessuna attività ostruzionistica.
EFFETTO DOMINO
Lo stallo nel negoziato sulla Vinyls provoca ripercussioni nelle realtà produttive collegate.
La Polimeri Europa (Eni) - riferiscono i sindacati - ha comunicato che intende avviare da subito il trasferimento del personale degli impianti di fenolo e cumene negli altri impianti e servizi con carenze di organico.
«Questo è inaccettabile
-, replicano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil annunciando lo stato di agitazione dell'intero stabilimento di Polimeri Europa
- L'Eni continua a giocare su diversi fronti per desertificare il panorama industriale italiano e sardo in particolare».
SAMUELE SCHIRRA