Sciopero generale nell'isola, in migliaia in piazza a Cagliari
Sessantamila persone si sono radunate in piazza Giovanni XXIII a Cagliari, per la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil contro le politiche della Giunta Cappellacci. Sono arrivati 250 pullman e migliaia di auto di cittadini privati
Sono circa 60mila arrivati a Cagliari con propri mezzi e con 250 pullman, i manifestanti che si sono ritrovati in piazza a Cagliari per lo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil, a cui hanno aderito anche Confindustria e le altre sigle sindacali, oltre a vari partiti politici, contro la crisi che attanaglia la Sardegna e per richiamare la politica nazionale e regionale alle proprie responsabilità.
"Adesso basta", è lo slogan che apre la manifestazione nel capoluogo a cui partecipano i lavoratori dei diversi settori produttivi e delle aree di tutta la Sardegna. Non mancano gli operai del Sulcis Iglesiente, quelli dell'area industriale di Porto Torres, i lavoratori dei trasporti e dei Centri servizi per il lavoro che in questo giorni hanno presidiato la sede del Consiglio regionale. Il corteo, che si sta snodando regolarmente per le vie del centro cittadino, è già arrivato a piazza Garibaldi ma la coda deve ancora partire da piazza Giovanni XXIII.
Non è ancora un avviso di sfratto ma è "l'ultimo monito" che i sardi danno al governo regionale e nazionale. Lo dicono i tre segretari generali di Cgil, Cisl e
Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca, forti dei numeri sulla partecipazione allo sciopero generale.
"Una manifestazione che non ha precedenti anche rispetto a quelle degli scorsi anni - commenta il segretario della Cisl, Mario Medde - E' un segnale forte ai governi nazionale e regionale per cercare di garantire all'Isola un cambiamento nelle politiche di sviluppo e di lavoro: o si cambia o chi governa ne tragga le debite conseguenze e lasci spazio". La Regione, aggiunge il leader della Cgil Enzo Costa, "È molto lontana dai problemi dei sardi, vive una vita di palazzo e porta avanti politiche a spot che non risolvono i problemi, mentre occorre mettere in prima linea i bisogni dei cittadini come stiamo facendo noi oggi.
Per Francesca Ticca, segretaria della Uil, occorre trovare soluzioni "fuori dagli schemi attuali, politiche concrete che riguardano il lavoro e non chiacchiere e ammortizzatori sociali. Il popolo dice basta. In caso contrario ognuno tragga le sue conclusioni".
Nel corso del suo intervento, quello di apertura, il segretario della Cisl, Mario Medde, è stato oggetto di contestazione da parte di un gruppo di militanti del Partito comunista dei lavoratori, che hanno ripetutamente urlato "venduto venduto" all'indirizzo del leader Cisl. Medde ha invitato all'unità e a evitare gli estremismi.
"Noi siamo i sardi che vogliono urlare tutta la loro rabbia - ha gridato Francesca Ticca, segretaria della Uil sarda. - Non funzionano più le manovre finanziarie che privilegiano pochi, sono imbrogli. Abbiamo necessità di una classe politica all'altezza della situazione, i sardi non sono mazze da golf, hanno bisogno di lavoro, infrastrutture, sviluppo".