Sardi ospitali anche con chi prende i soldi e poi scappa

Pubblicato il da sandro cherenti

    Commento

    di Sandro Montega

     La fabbrica è chiusa in maniera irreversibile. I lavoratori sono sul Rockbus, un vecchio pullman parcheggiato davanti ai cancelli di una ancora più vecchia miniera (anche quella chiusa) e aspettano. C'è chi vorrebbe riconvertire la fabbrica di lana di roccia, ha pronto un progetto, lo ha presentato. Ha raccolto soltanto silenzio, indifferenza. Peggio, diffidenza. I lavoratori frequentano un corso per imparare a bonificare l'ambiente. Il loro obiettivo è l'Igea, un lavoro stabile e sicuro sotto l'ombrello della Regione. La nuova fabbrica non sembra interessare nessuno: nessuno bussa alle porte del Palazzo, nessun corteo, nessuna protesta: silenzio. Un dubbio: se anziché Madeddu, l'imprenditore si fosse chiamato Rossi o Brambilla magari le porte si sarebbero aperte e sarebbero stati dispiegati i tappeti rossi. I sardi sono ospitali. Anche con chi prende i soldi e poi scappa.

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