Rockwool, fuori dal tunnel
Sono le 13,36 quando il cancello nero della galleria Villamarina viene aperto per fare uscire il gruppo di lavoratori ex Rockwool barricati lì dentro dal 12 dicembre. Con loro ci sono anche i delegati sindacali e un altro gruppo di operai, che si erano introdotti all'interno poco prima.Lasciata la galleria. Cappellacci: «Al loro fianco»
PAURA NEGLI OCCHI Un applauso li accoglie, c'è anche il sindaco Ginetto Perseu che assicura ancora sostegno, ma non c'è il tanto per festeggiare e nei loro occhi si vede subito che la paura resta. Così come i dubbi sull'accordo, siglato giovedì notte tra Regione e organizzazioni sindacali, che prevede sì la ricollocazione dei lavoratori in società partecipate e in house della Regione, «previa verifica dei requisiti e dei titoli professionali», ma anche il reinserimento in società private impegnate nel settore delle bonifiche, anche in territori diversi dal Sulcis Iglesiente.
I TEMPI I tempi non sono certissimi: la procedura dovrà essere avviata dal 1° gennaio (quando scatterà la mobilità) e viene fissato un termine massimo di due anni per completare il tutto. Un'incertezza che spaventa. E c'è voluta un'intera notte di riflessione, seguita dalla lunga e animata (nei toni e nei contenuti) assemblea di ieri mattina, per convincere gli occupanti a uscire dalla galleria buia e umida.
«BUONA BASE» Tore Corriga, cassaintegrato e delegato sindacale, lo dice chiaro mentre tiene in mano la confezione di un farmaco per il mal di stomaco: «Forse si poteva fare di più, ma ora abbiamo una buona base di partenza». Proprio questo è il punto: «Ci sarà un gran lavoro da fare per concretizzare i contenuti dell'accordo», dicono Roberto Puddu e Nino D'Orso, segretari territoriali della Cgil e della Femca-Cisl. Soddisfatto il governatore Ugo Cappellacci: «Ringrazio i lavoratori per aver deciso di ritornare dalle loro famiglie. La Regione c'è, le istituzioni sono al loro fianco e li accompagneranno lungo il percorso individuato».