Rockwool, cancelli bloccati dagli operai
Impedito l'ingresso dei tecnici
Acque sempre più agitate alla Rockwool di Iglesias.
Ieri mattina gli operai hanno bloccato i cancelli della fabbrica, impedendo l'ingresso del tecnico danese che avrebbe dovuto compiere le operazioni, già in corso da alcune settimane, preliminari allo smontaggio degli impianti.
Il blocco era stato annunciato la settimana scorsa, all'indomani del deludente vertice al Ministero dello Sviluppo economico.
Ciononostante, non si è fatta attendere la risposta dell'azienda, che tramite il capo del personale ha annunciato di voler sospendere gli accordi firmati il 29 giugno dell'anno scorso con la Regione, i sindacati e l'Rsu, relativi alle anticipazioni degli assegni di cassa integrazione e agli incentivi messi a disposizione dei cassintegrati e di quanti si fossero licenziati.
«La Rockwool passa alle minacce
- ha denunciato il segretario territoriale della Femca-Cisl Nino D'Orso
- con un atteggiamento francamente inaccettabile, che mina le corrette relazioni tanto con le istituzioni che con i lavoratori».
Di qui la richiesta, sottoscritta da D'Orso e dagli altri due segretari delle sigle sindacali di categoria, Francesco Carta (Cgil) e Mario Crò (Uil), di un incontro urgente con la Regione e l'azienda.
Proprio ieri ci sarebbe dovuto essere un primo confronto tra il Comitato interassessoriale per la crisi industriale e i vertici della multinazionale danese, ma ai sindacati, ancora in tarda serata, non è arrivata alcuna notizia in merito. Cgil, Cisl e Uil chiedono ora un incontro entro la fine di questa settimana, per cercare di trovare un accordo che possa riavviare la vertenza sui binari della correttezza e della disponibilità.
«Riteniamo grave - hanno scritto i rappresentanti dei lavoratori al coordinatore del Comitato anti-crisi Giorgio La Spisa
- l'atteggiamento che la società continua a manifestare nei confronti sia delle istituzioni che delle maestranze:
onde evitare azioni non controllabili, che potrebbero portare a situazioni pregiudizievoli anche per l'ordine pubblico, si ritiene indispensabile la convocazione di un confronto in tempi stretti».
PAOLO MOCCI