eurallumina : non solo olio combustibile
di Antonella Pani
Non c'è solo l'olio combustibile nella lista degli obiettivi da raggiungere per riavviare lo stabilimento dell'Eurallumina. Certo la partita sulla fornitura di combustibile è al momento quella più urgente: il quantitativo di olio non dovrebbe più essere un problema (c'è un'altra società, oltre ad Eni, pronta a fornire questa importante materia prima), ma si deve definire il lato economico e per questo si dovrà lavorare nei dieci giorni che mancano al vertice ministeriale. Senza olio combustibile, l'Eurallumina l'ha ribadito più volte, non si può parlare di riavvio degli impianti. Ma supponendo che il problema numero uno venga risolto, ci sarebbero da affrontare altre questioni. A cominciare dal caso del bacino fanghi rossi, da più di un anno sotto sequestro giudiziario per l'inchiesta aperta dalla magistratura con l'ipotesi di disastro ambientale.
FANGHI ROSSI
La società avrebbe chiesto il dissequestro, ma finora non sarebbe ancora arrivata risposta. Inoltre l'azienda, di proprietà della Rusal, vanta un credito di 52 milioni di euro con lo Stato per il recupero dell'Iva: soldi che ovviamente farebbe comodo in caso di investimenti e rilancio della raffineria. E ci sarebbero da chiarire anche gli aspetti relativi alla “newco”, la società che si dovrebbe occupare della costruzione della caldaia. Perplessità e richieste che l'azienda avrebbe già comunicato alle istituzioni, aspettando risposte e proposte.