Protesta all'aeroporto, indagati 31 lavoratori Alcoa
Non hanno ancora in mano l'avviso di garanzia ma già sanno di essere indagati per interruzione di pubblico servizio, trentuno lavoratori (in parte dirigenti sindacali e delegati) dell'Alcoa e di alcune imprese degli appalti, per l'occupazione dell'aeroporto di Elmas il 29 gennaio scorso. Erano i giorni più caldi della vertenza Alcoa, circa 700 operai e un intero territorio con il fiato sospeso per una vertenza che sembrava segnata.
I lavoratori misero in campo una protesta durissima, fatta di iniziative quotidiane culminate proprio con l'occupazione della pista dell'aeroporto “Mario Mameli”.
Una protesta clamorosa che ora potrebbe avere conseguenze pesanti per le persone indagate: l'ipotesi di reato è da Codice penale, articolo 340, cioè interruzione di servizio pubblico o di pubblica utilità. La Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari (il pubblico ministero è Marco Cocco) indaga per l'episodio dello scorso gennaio: decine di lavoratori si recarono all'interno dell'aerostazione, mentre un gruppo più ristretto riuscì a raggiungere la pista.
Un volo fu dirottato ad Olbia, altri sette vennero cancellati: una protesta clamorosa che finì su tutti i media nazionali. I trentuno lavoratori sono indagati per interruzione di servizio pubblico in concorso, uno di loro anche per oltraggio a pubblico ufficiale.
Nessun commento ufficiale sulla vicenda: ancora non si sa come le organizzazioni sindacali coinvolte (Cgil, Cisl, Uil e Cub) decideranno di affrontare gli avvisi di garanzia che ad oggi non sono stati ancora notificati. Ma potrebbe essere comunque una questione di giorni: allora i sindacati dovranno preparare una strategia di difesa.
Tra i passi possibili in questa prima fase la presentazione di memorie difensive al Pm. Ad un anno dall'inizio della vertenza Alcoa, una delle più dure e combattute degli ultimi anni, la vicenda rischia di spostarsi sul piano giudiziario