Presidio all'Eurallumina
L'istanza di dissequestro non è stata presentata.
di Antonella Pani
Sono i tempi a spaventare i lavoratori dell'Eurallumina che da lunedì mattina saranno in presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Il calendario che si era ipotizzato nell'ultima riunione al ministero dello Sviluppo economico ha già subito uno slittamento: l'istanza di dissequestro che l'Eurallumina si era impegnata a presentare entro maggio, sarà depositata a giugno. Dato questo che fa aumentare la preoccupazione dei lavoratori. Anche se l'azienda, durante l'incontro di mercoledì con la Rsu, ha sottolineato di aver già presentato la relazione tecnica agli avvocati, che a breve dovrebbero depositare l'istanza in Tribunale. Da quel momento saranno i magistrati a dover valutare la richiesta dell'Eurallumina.
TEMPI STRETTI
«Oggi più che mai è necessario stringere i tempi per l'espletamento di tutte le pratiche burocratiche - si legge in un comunicato della Rsu dell'Eurallumina - siano esse per il vecchio o nuovo bacino, per la Newco o per la costruzione della centrale a carbone. Siamo convinti che sia di vitale importanza che si pongano delle basi solide, prima dell'inizio dell'estate, per la positiva chiusura della vertenza».
LA PAURA
Insomma l'obiettivo è affrontare gli argomenti salienti entro giugno. Perché finora, nella vertenza Eurallumina, l'unica certezza che hanno i dipendenti sono gli ammortizzatori sociali: la cassa integrazione in deroga sarà rinnovata a breve, ma ancora nessuno è in grado di prevedere una data di riavvio per la raffineria di allumina, né una data di inizio dei lavori necessari a far ripartire gli impianti. Intanto da lunedì riprendono la mobilitazione davanti ai cancelli della fabbrica, chiusa da più di due anni. Per il 14 è previsto un incontro con la Regione, in occasione del vertice sindacati ed azienda faranno il punto sulla pratica di dissequestro del bacino dei fanghi rossi, fondamentale per cominciare a discutere del nuovo progetto.