"Nota informativa divulgata dai sindati in data 13.01.2011 sulla situazione dello stabilimento ALCOA"
di Marta Testa
La comunicazione di ALCOA Trasformazioni S.r.l. a supporto della decisione di cessare la
produzione di alluminio primario nello Stabilimento di Portovesme impone, senza alcun
dubbio, un'attenta riflessione che, assumendo nel complesso le valutazioni politiche e
sociali che lastessa genera, individui eanalizzi gli aspetti inquietanti che ha prodotto.
Le argomentazioni addotte appaiono, almeno agli addetti ai lavori, sufficientemente
distanti dalla reale situazione e, soprattutto, disegnano a tinte fosche una realtà produttiva
che è stata capace e può ancora garantire standars accettabili e compatibili con quelli
stimati daglí attuali competitors stranieri.
Veniamo ai fatti.
Le perdite a bilancio elencate.
L'Amministratore dell'Azienda è persona per bene e, conoscendolo, non rischierebbe di
rendere dichiarazioni mendaci, se non per cause di forza maggiore.
Allo stato attuale abbiamo notevoli difficoltà ad individuarle ma, non è sfuggito a nessuno il
pressing garantito nel corso dell'incontro dalla presenza dell'italoamericano la cui funzione
notarile era evidente.
Tuttavia, non si comprende per quale motivo si voglia modificare una situazione di perdita
iscritta a bilancío che è pari a 6 milioni di euro per l'anno 2011 dichiarando, invece, una
previsione di perdita per ,1 2012 par! ad alrneno 46 nrilioni di euro.
E ancora, qualcuno provi ad immaginare se i costí degli esercizi 2010 e 201'1 non fossero
stati gravati dalla spesa di ricostruzione delle celle fermate per cause tecniche imputabili in
toto alla gestione aziendale ( 75 celle ufficiali dichiarate, 90 celle realmente ricostruite).
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L'Azienda omette di dire che la decisione di trasferire in altri stabilimenti europei la
produzione di placche, billette e pani, !! cu! valone agglunto è chiaro anche per coloro
che sono abitualmente disattenti, è stata assunta in maniera unilaterale e senza alcuna
giustificazione strategica che, a questo punto, possiamo solo immaginare.
Resta il fatto, ad esempio, che se nel 2011 a Portovesme la produzione fosse stata
effettuata secondo il mix produttivo ulílizzato nell'anno 2009, il risultato netto, pagate Ie
imposte, non sarebbe stato di segno negativo.
Occorre essere precisi anche su un altro aspetto collegato: la formazione dei costi per
tonnellata di prodotto che smentisce clamorosamente le presunte difficoltà a modificare
positivamente le situazioni interne.
Ciò è necessario per evitare che diventi realtà la
dirette delle maestranze e delle OO.SS. che non
vera e propria favola sulle responsabilità
avrebbero consentito I'avvio di processi
di miglioramento e normalízzazione previste