COMUNICATO

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SEGRETERIE TERRITORIALI SULCIS IGLESIENTE

CGIL CDLT Sulcis – Iglesiente                                        CISL U.S.T.  Sulcis – Iglesiente                                     UIL Territoriale Sulcis – Iglesiente

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Carbonia, 15 novembre 2010

Senza alcuno stupore abbiamo letto le dichiarazioni del Consigliere dell’IDV in merito allo svolgimento della riunione del Consiglio provinciale, aperta alle Parti sociali e alle altre rappresentanze istituzionali.

Ritenendo che il Presidente del Consiglio, il Presidente e la giunta al completo e soprattutto l’intero Consiglio avranno certamente la fermezza  e la dignità di rispondere e ricacciare le gravissime quanto gratuite accuse sul lato istituzionale, per quanto ci riguarda ci preme chiarire l’aspetto che interessa esclusivamente la parte che rappresentiamo.

Abbiamo accolto molto favorevolmente l’invito a partecipare alla riunione della quale abbiamo condiviso la costruttiva finalità e il dispositivo finale, quale patrimonio della discussione e della comune volontà di esigere le soluzioni alle vertenze con particolare riguardo agli accordi sottoscritti e agli impegni assunti e da assumere da parte dei governi regionale e nazionale e dalle Aziende.

Allo stesso tempo e con altrettanta pacata determinazione, nel momento in cui si è data la parola al sig. Cremone, abbiamo volutamente lasciato l’aula, senza alcun commento e polemica gratuita. Ciò che è accaduto successivamente, di cui peraltro vi sono ovvie e diverse rappresentazioni in funzione di chi le narra, non riguarda in nessun modo alcun livello sindacale. Conoscendo però gli attori non abbiamo alcun dubbio nell’affermare che il consigliere ha ancora una volta provocato i lavoratori fino a ricercare lo scontro fisico con le “maniche sollevate”, che non c’è stato solo per la ferma volontà dei lavoratori.

L’uscita dall’aula dei segretari generali di CGIL CISL UIL e di ogni sua rappresentanza del territorio – nella quale avremmo fatto ritorno al termine dell’intervento del consigliere se non fosse che la riunione era sostanzialmente al termine - ed anche la rumorosa ed indirizzata contestazione all’esterno del consiglio ha dunque un significato ben preciso di cui crediamo si debba tenere conto: non siamo più in nessun modo disponibili a tollerare accuse, illazioni e diffamazioni, come ogni altra denuncia di fantomatiche situazioni di cui peraltro il Consigliere si dichiara “unico portatore di verità” e che recano danni incalcolabili ad un territorio che è sul filo della rottura della coesione sociale e della convivenza civile.

Accuse e continue allusioni delle quali oltre alla responsabilità personale civile e penale, riteniamo esservi anche una precisa responsabilità politica e istituzionale dalla quale attendiamo nette prese di posizione e precisi atti ed azioni volte al superamento di tale spiacevole situazione.

                                                           Roberto Puddu   Fabio Enne    Mario Cro

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