Mozioni e interpellanze sul caso Eurallumina

Pubblicato il da sandro

Tutto tace sulla vertenza Eurallumina: da Roma non è stata ancora comunicata la nuova data per la riunione al Ministero (già fissata per il 9 novembre e poi rinviata) e non filtra nessuna notizia sulle trattative sul piano di rilancio della fabbrica, chiusa ormai da un anno e mezzo. Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione, firmata da tutti i deputati sardi del Pd, al ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. «Innanzitutto vogliamo conoscere le motivazioni che hanno portato ad annullare l'incontro già fissato - scrive Paolo Fadda, primo firmatario dell'interrogazione - e chiediamo la riconvocazione immediata del tavolo con tutte le parti interessate perché si superi definitivamente ogni problematica». In Consiglio regionale il Partito Democratico ha presentato una mozione straordinaria ed urgente, la seconda in 6 mesi. «In ballo c'è il futuro di centinaia di persone - ha dichiarato il vicecapogruppo in Consiglio, Giampaolo Diana - non è pensabile che su questa vertenza cali il silenzio. Gli impegni vanno onorati, la Regione sia seria e faccia la sua parte». Sulla vertenza Eurallumina interviene anche la sezione di Cagliari del Partito Comunista dei Lavoratori: «In tutto questo tempo si è passati in un percorso fatto di rinvii e promesse sempre disattese - si legge in una nota del Pcl - non è più tempo di soluzioni tampone e false promesse, tutto il comparto dell'alluminio può ripartire nazionalizzando la filiera». Anche le organizzazioni sindacali aspettano con ansia la nuova convocazione: «Ma l'attesa non sarà infinita - ha dichiarato Mario Crò, segretario della Uil - se continuerà questo silenzio partirà la mobilitazione». L'altra azienda in attesa di notizie è la Portovesme srl. Il deputato dell'Udc Antonello Mereu ha presentato un'interrogazione urgente al Ministro per lo Sviluppo economico Romani. «Servono iniziative urgenti per rendere esecutiva da parte del Cipe l'attuazione dell'accordo di programma - dice Mereu - altrimenti si arriverebbe alla chiusura dello stabilimento e al crollo economico del Sulcis».


ANTONELLA PANI

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