Licenziamenti Ila, il pacco di Natale
166 lavoratori senza lavoro dal 2011
La procedura di licenziamento dei 166 dipendenti della ex Ila va avanti. Lo hanno comunicato i curatori fallimentari nel corso di una riunione a Cagliari, all'assessorato regionale all'Industria.
Non svanisce il pericolo di licenziamento collettivo per i 166 dipendenti della Ila di Portovesme: la riunione di ieri alla Regione non ha allontanato le nubi che incombono sul futuro dei lavoratori. I curatori fallimentari, presenti all'incontro con l'assessore all'Industria Oscar Cherchi e le organizzazioni sindacali, hanno dichiarato che non esistono al momento le condizioni per ritirare il licenziamento collettivo, pur ribadendo di essere disponibili a valutare novità che dovessero emergere prossimamente. Per ora, però, i curatori non ritengono sufficiente l'offerta della società interessata: innanzitutto è inferiore agli otto milioni della valutazione dello stabilimento di Portovesme. E, inoltre, per giudicare fondata una manifestazione di interesse sarebbe necessario un deposito del 10 per cento del valore, ossia 810 mila euro.
L'INCONTRO
Per il 7 è già stato convocato un incontro tecnico all'assessorato al Lavoro per discutere del rinnovo della cassa integrazione, che scade il 31 dicembre. Una corsa contro il tempo, anche perché senza il rinnovo si aprirebbe il baratro del licenziamento. Lo stesso giorno l'imprenditore interessato dovrà incontrare la Sfirs per discutere di eventuali strumenti che potrebbero essere utilizzati nel caso-Ila. «Non siamo d'accordo con la curatela fallimentare- dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil - innanzitutto nella valutazione della fabbrica, che non può essere uguale a qualche anno fa, visto che nel frattempo gli impianti si sono deteriorati. Inoltre, siamo convinti che la cassa integrazione vada rinnovata perché ci sono le condizioni, di sicuro migliori rispetto allo scorso agosto, quando ci fu il precedente rinnovo».
SIT-IN
Per i lavoratori è stata un'altra giornata di protesta e mobilitazione davanti alla sede della Regione in viale Trento: dalla mattina sono rimasti in sit- in davanti al palazzo per dimostrare tutta la preoccupazione di chi si sente davvero sull'orlo del precipizio. Se non sarà rinnovata la cassa integrazione, dal primo gennaio si ritroveranno disoccupati: perso il lavoro definitivamente e senza il sostegno dell'assegno Inps. Un incubo che rischia di concretizzarsi con l'anno nuovo. Ma Regione e sindacati sono mobilitati per scrivere un finale diverso alla vertenza-Ila. L'assessore Cherchi prosegue nelle trattative con la società interessata a rilevare la fabbrica di laminati. «Nel tavolo tecnico si dovrà discutere il ritiro del licenziamento e il rinnovo della cassa integrazione in deroga - dice Fabio Enne, segretario della Cisl - questo è il solo modo per affrontare la discussione con l'imprenditore, sia dal punto di vista tecnico, che dei numeri».
I LICENZIAMENTI
Insomma, per i sindacati e la Regione è indispensabile che si proceda con il ritiro dei licenziamenti al più presto per sospendere la procedura avviata dai curatori. La prossima data utile per evitare l'epilogo più amaro è il 7 dicembre, sperando che per i lavoratori possa finalmente arrivare una buona notizia. L'incontro alla Regione è andato avanti fino a tarda sera. I lavoratori dovevano poi riunirsi in assemblea per decidere se rimanere in presidio o smobilitare il sit-in a Cagliari. Adesso è una corsa contro il tempo per evitare che altri 166 lavoratori si aggiungano alla nutrita lista dei disoccupati del Sulcis.
ANTONELLA PANI
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