Lavoratori Alcoa al Sant'Elia con lo striscione
Non si ferma neanche nel fine settimana la protesta dei lavoratori dell'Alcoa di Portovesme: i 3 operai sulla torre d'acciaio a 60 metri d'altezza continuano con la loro iniziativa, pur stremati dalle condizioni atmosferica sopra la torre.
Domenica 08 novembre 2009
Alla base del serbatoio, i lavoratori hanno organizzato un presidio fisso con tanto di turnazioni per garantire una presenza sotto la torre che è diventata ormai il simbolo della vertenza-Alcoa.
In pericolo ci sono circa duemila posti di lavoro, tra diretti, imprese e indotto, e nel corso della settimana i lavoratori hanno messo in campo diverse iniziative di protesta per difendere la fabbrica a rischio chiusura a causa del caro-energia: dal blocco delle partenze all'aeroporto di Elmas, all'occupazione dell'aula consiliare di Portoscuso, ai blocchi stradali a Portovesme. «Sono molte le iniziative che già abbiamo attuato - dice Sergio Pisu, delegato Rsu - e tante altre siamo pronti ad organizzare, fino a quando non raggiungeremo il nostro obiettivo».
Oggi nello stadio Sant'Elia, durante la partita Cagliari-Sampdoria, i lavoratori dell'Alcoa esporranno uno striscione.
Nel corso della settimana ci saranno, poi, altre iniziative.
«Non sono contro qualcosa o qualcuno - dice Roberto Puddu, della Cgil - ma per ottenere un accordo bilaterale che consenta di abbassare il prezzo della corrente».
Insomma, a questo punto è una corsa contro il tempo per ottenere una nuova tariffa energetica competitiva prima del 17 novembre, quando scadrà il regime delle tariffe speciali in vigore.
Il Governo ha individuato tre strade per abbassare il prezzo:
l'interconnessione con l'estero, una maggiore fornitura di energia interrompibile e un intervento dei costi di dispacciamento.
L'altra carta da giocare è quella degli accordi bilaterali con l'Enel.
ANTONELLA PANI
Domenica 08 novembre 2009
Alla base del serbatoio, i lavoratori hanno organizzato un presidio fisso con tanto di turnazioni per garantire una presenza sotto la torre che è diventata ormai il simbolo della vertenza-Alcoa.
In pericolo ci sono circa duemila posti di lavoro, tra diretti, imprese e indotto, e nel corso della settimana i lavoratori hanno messo in campo diverse iniziative di protesta per difendere la fabbrica a rischio chiusura a causa del caro-energia: dal blocco delle partenze all'aeroporto di Elmas, all'occupazione dell'aula consiliare di Portoscuso, ai blocchi stradali a Portovesme. «Sono molte le iniziative che già abbiamo attuato - dice Sergio Pisu, delegato Rsu - e tante altre siamo pronti ad organizzare, fino a quando non raggiungeremo il nostro obiettivo».
Oggi nello stadio Sant'Elia, durante la partita Cagliari-Sampdoria, i lavoratori dell'Alcoa esporranno uno striscione.
Nel corso della settimana ci saranno, poi, altre iniziative.
«Non sono contro qualcosa o qualcuno - dice Roberto Puddu, della Cgil - ma per ottenere un accordo bilaterale che consenta di abbassare il prezzo della corrente».
Insomma, a questo punto è una corsa contro il tempo per ottenere una nuova tariffa energetica competitiva prima del 17 novembre, quando scadrà il regime delle tariffe speciali in vigore.
Il Governo ha individuato tre strade per abbassare il prezzo:
l'interconnessione con l'estero, una maggiore fornitura di energia interrompibile e un intervento dei costi di dispacciamento.
L'altra carta da giocare è quella degli accordi bilaterali con l'Enel.
ANTONELLA PANI
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