L'Isola metafora di immoralità politica? Rabbia e polemiche: "Amato si corregga"

Pubblicato il da sandro cherenti

L'Isola metafora di immoralità politica?
Rabbia e polemiche: "Amato si corregga"

L'Isola metafora di immoralità politica? Rabbia e polemiche: "Amato si corregga"GIULIANO AMATO AL MEETING DI COMUNIONE E LIBERAZIONE



"C'è troppa Sardegna nella vita politica italiana, e chiedo scusa se lo dico alle famiglie sarde che non hanno alcuna colpa...": è la battuta a cui Giuliano Amato ricorre al Meeting di Rimini, per puntare il dito sul 'velinismo" e sul "trionfo dell'individualismo immemore". Ma la metafora fa infuriare l'Isola. Nel dibattito intervengono il Governatore Cappellacci e la presidente del Consiglio regionale.

In un incontro sui 150 anni dell'Unità d'Italia, Amato riprende una parte del discorso con cui il presidente Napolitano ha aperto il Meeting, domenica scorsa. E punta il dito sul "trionfo dell'individualismo immemore" determinato a suo dire dal governo di centrodestra. "Quando il massimo obiettivo della vita - spiega - è che tua figlia sia invitata su uno yacht a Porto Rotondo o diventi una velina, o vedi che un padre è orgoglioso perché la figlia di 16 anni ha vinto il concorso per 'miss lato B' resti sconcertato.... Insomma, ci sono delle responsabilità, troppa Sardegna nella vita politica italiana". Ma Amato ne ha anche per la sinistra: "ha interamente sostituito i diritti individuali alla solidarietà ed al riconoscimento dell'altro. Tutto questo porta al solo appagamento del 'dio Io". Insomma, per l'ex premier "nella vita attuale italiana c'è troppo individualismo e troppa ricerca dell'appagamento dell'io". Ma la malattia dell'io per Amato non è solo italiana: "sta segnando l'Europa: e le affermazioni dei partiti xenofobi" ne sono un esempio. "Si tratta di partiti che negano Dio", ha proseguito. Per questo guardare alla storia italiana - ha aggiunto Amato, presidente del Comitato Italia 150 - è utile "perché il nostro Paese ha bisogno di ritrovare un grande futuro guardando alla nostra storia. Storia dove l'individualismo non era prevalente. Nel patrimonio comune italiano non c'è mai stata una ragione etnica, tranne durante le infami leggi razziali". Amato, infine, rivolgendosi ai giovani del Meeting ha ammonito: "Lasciate a noi occuparci di eurobond e voi pensate al prossimo guardando agli altri con gli occhi della solidarietà, così troverete il vostro futuro senza restare prigionieri dell'io".

LE REAZIONI DI CAPPELLACCI - "La metafora sulla Sardegna utilizzata dal professor Amato è una gaffe, che non è accettabile e che non può non essere rettificata da un uomo di cultura come lui". Così il governatore sardo Ugo Cappellacci ha commentato le dichiarazioni dell'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, secondo il quale ci sarebbe troppa Sardegna nella politica italiana, intendendo puntare il dito contro il cosiddetto 'velinismo". "Amato - ha aggiunto Cappellacci - conosce bene i valori dei Sardi ed è consapevole di quanto siano lontani dalla metafora utilizzata. Peraltro, tra i 'velini" e le 'prime donne" della politica nazionale non rientra certo alcun esponente della nostra Isola. Penso che sia vero l'esatto contrario di quanto sostenuto dal presidente Amato: infatti - ha argomentato il governatore -, non vedo dei Cossiga, dei Gramsci, dei Berlinguer né vedo delle Grazia Deledda e neppure delle figure politiche portatrici dei valori della gloriosa Brigata Sassari. Insomma - ha concluso Cappellacci - nella politica italiana c'è poca, pochissima Sardegna e si vede".

LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE - "La leggerezza e la superficialità con cui Giuliano Amato ha offeso la Sardegna e il suo popolo suscitano sdegno e sconcerto profondi". Così la presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, ha commentato le parole del'ex presidente del Consiglio. "Siamo al paradosso: la Regione oggi più calpestata e ignorata dalla politica italiana - ha continuato Lombardo - viene ulteriormente e pubblicamente umiliata e citata come esempio deteriore che condiziona negativamente l'agire politico. Oltre al danno anche la beffa! Le parole pronunciate da Amato nell'incontro sui 150 anni dell'Unità d'Italia costituiscono un insulto inaccettabile, una vergogna se si considera con quale fierezza e dignità il popolo sardo ha contribuito proprio all'Unità d'Italia, anche con il sacrificio del sangue di numerosi giovani della gloriosa Brigata Sassari". "Neanche pubbliche scuse - conclude la presidente del Consiglio regionale - potranno mai cancellare la povertà morale di chi ha fatto ignominiosamente simili affermazioni".

SILVIO LAI (Pd) - "Giuliano Amato ha sbagliato a citare la Sardegna per parlare di quella di plastica che per anni ha ruotato intorno alla villa del premier Berlusconi in Costa Smeralda come alle sue tv, ma sono lacrime di coccodrillo quelle della Giunta". Questo il commento del segretario regionale del Pd, Silvio Lai, sulle dichiarazioni dell'ex presidente del Consiglio ieri al meeting di Rimini. "In questi due anni la Giunta regionale - continua Lai - ha evitato con cura di disturbare il manovratore che pensava al Bunga Bunga anziché al Paese e agli interessi dei sardi. Oggi rischiano di rasentare il ridicolo questi attacchi di orgoglio che sarebbero stati necessari per cause molto più importanti: gli scippi sopportati con i sorrisi, dai fondi Fas al G8, dalla Sassari-Olbia alla Tirrenia, dalla continuità territoriale alla vicenda entrate alle crisi industriali di Eurallumina, Vynils e via elencando". "Per non parlare delle frequentazioni umilianti romane che hanno portato la Sardegna intera, quella si, agli onori delle cronache - conclude il segretario del Pd - per i tentativi di scorrerie nel campo delle rinnovabili.

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