Ipotesi Monti, da Bossi ennesima pernacchia "Passo indietro di Silvio? Inutile, non lo fa"
Bossi:"Le pensioni non si toccano"
tratto da la Repubblica
ROMA - Ennesima pernacchia di Umberto Bossi. Questa volta a scatenare i rumori corporali del leader leghista è l'ipotesi di un governo di Mario Monti per sostituire il sempre più traballante esecutivo Berlusconi. Inutile anche il tentativo dei giornalisti di verificare il punto di vista del ministro delle Riforme rispetto ad un eventuale passo indietro del presidente del Consiglio. "Berlusconi non lo fa. Inutile chiedere, tanto quello non lo fa", replica Bossi. Ed effettivamente oggi il premier incontrando a Palazzo Grazioli Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia si è mostrato super combattivo. "Vado avanti, mi presento davanti al Parlamento e agli italiani traducendo in atti concreti la lettera che ha avuto l'approvazione dell'Ue", dice Berlusconi. "Voglio vedere - aggiunge ancora parlando con gli ex deputati di Fli - chi avrà il coraggio di venirmi contro, chi sarà così irresponsabile da non appoggiare il governo rispetto a leggi così importanti per il Paese e sulle quali abbiamo preso impegni precisi con l'Europa".
Il leader del Carroccio diventa più loquace solo quando le domande dei cronisti toccano il tasto dolente della previdenza. "Se togliamo le pensioni a chi ha sempre lavorato per dare i soldi a Roma, facciamo scoppiare la rivoluzione di sicuro", risponde Bossi senza rinunciare comunque ad alzare il dito medio. Quanto all'appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per un impegno condiviso sulle misure anti-crisi, il Senatur osserva “Va bene Bisogna vedere quello che significa”.
Nell'ambito di questa ennesima iniziativa del Quirinale, il capo dello Stato ha ricevuto oggi pomeriggio una delegazione del Terzo Polo e Pierluigi Bersani. "Ormai è chiaro a tutto il mondo che il problema dell'Italia è innanzitutto la mancanza di credibilità del premier", ha detto Casini in una conferenza stampa convocata dopo essersi recato al Colle. "Noi abbiamo detto al capo dello Stato che, nonostante siamo all'opposizione siamo disponibili a prenderci la nostra dose di responsabilità per i sacrifici ma il problema di Berlusconi esiste e viene immediatamente prima del problema della crescita", ha aggiunto.
"C'è l'esigenza assoluta e urgente di un colpo di reni e di una scossa nella politica e nei contenuti per dare una risposta credibile a questa situazione che è il passaggio più difficile per l'Italia dal Dopoguerra ad oggi", spiega invece il segretario al termine del vertice del Pd e prima di salire al Colle. "C'è una preoccupazione molto molto seria - aggiunge - perché con ogni evidenza siamo finiti sul fronte più esposto alla bufera". Bersani si rivolge anche alla maggioranza "perché non è più accettabile la sottovalutazione di quello che sta accadendo, chi sottovaluta la situazione si prende una responsabilità storica".
Dopo il leader democratico è stata la volta del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a salire al Quirinale, mentre in serata è attesa una rappresentanza del Pdl, guidata dal
segretario Angelino Alfano. Prima dell'incontro con Napolitano il partito ha riunito l'ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli, anche per fare il punto sulle misure anti crisi da varare in vista del G20 di domani e per discutere dell'attuale situazione politica.
(02 novembre 2011) ARTICOLO STAMPA
la Repubblica