Ila: «Sarà lotta a oltranza»
In 166 a rischio licenziamento: il 3 tutti a Cagliari
di Antonella Pani
rustrazione, rabbia e sconforto: il tempo passa ma le notizie tranquillizzanti che i dipendenti Ila vorrebbero tanto sentire non arrivano. L'assemblea di ieri mattina a Portovesme è stata molto dibattuta, con posizioni molto diverse su cosa fare e quando farlo per uscire dalla paralisi che sembra calata sul caso Ila. A fine mattinata, dopo un confronto anche aspro tra i lavoratori, la sintesi: a quanto sembra non ci saranno blitz a Cagliari per Sa Die de Sa Sardigna né per il Primo Maggio ma il 3 maggio, giorno in cui si svolgerà a Cagliari un incontro per fare il punto della situazione, i lavoratori parteciperanno in massa a un sit-in davanti al palazzo regionale in attesa dell'esito del vertice. «E se non arriveranno buone notizie - dicono - resteremo lì a oltranza: non possiamo continuare a perdere tempo, sono già passati quattro mesi».
TEMPI STRETTI I 166 lavoratori della Ila sono coperti dalla cassa integrazione fino a dicembre: se per allora non si troverà una soluzione (cioè se la fabbrica non verrà acquistata), saranno tutti licenziati. «L'umore degli operai - dice Rino Barca, segretario della Fsm Cisl - è a terra: purtroppo in questa vertenza non abbiamo una controparte aziendale e le risposte non arrivano». Da agosto i lavoratori dovranno fare i conti con una riduzione del 10 per cento dell'assegno Inps. «Nonostante le promesse e gli impegni vari -sottolinea Franco Bardi, segretario della Fiom - siamo ancora al punto di partenza, e il tempo passa».
SILENZIO Giovedì scorso si sarebbe dovuta svolgere una riunione tra la regione e l'azienda interessata all'acquisto, che ancora non ha depositato la cauzione, ma a Portovesme non sono pervenute notizie. «Siamo molto preoccupati», dice Federico Matta della Uil, «soprattutto per il fattore tempo». Gli operai della Ila sono di nuovo sul piede di guerra e puntano a un sit-in in Regione, pronti anche a mettere le tende in viale Trento.