Ila, presidio ai cancelli
Gli operai:
«Dalla nostra fabbrica non esce uno spillo»
«Giù le mani dalla fabbrica, da qui non esce niente»: gli striscioni piazzati ieri sera dai lavoratori ex Ila davanti alla fabbrica di Portovesme raccontano tutta la loro preoccupazione. Ieri i curatori fallimentari hanno visitato gli impianti in compagnia di alcuni imprenditori della Penisola e tra i lavoratori si è diffusa la voce che la società sarebbe interessata solo agli impianti. Una sorta di acquista, smonta e trasferisci altroveche segnerebbe la fine per la fabbrica e per i lavoratori. Il tam tam di sms e telefonate è stato velocissimo: a metà pomeriggio molti lavoratori si sono dati appuntamento a Portovesme, davanti alla fabbrica, e hanno deciso di dare inizio ad un nuovo presidio.
SINDACATI
«Mobilitiamoci tutti insieme per cambiare la manovra economica del Governo, ancora più insopportabile in un territorio in crisi come il nostro»: un appello alla mobilitazione unitaria ai segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil è partito ieri mattina dai segretari del Sulcis Roberto Puddu, Fabio Enne e Mario Crò. «È nota la difficile situazione economica e sociale che i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie stanno patendo - si legge nel documento indirizzato a Susanna Camusso, Raffaelle Bonanni e Luigi Angeletti - situazione che, nel nostro territorio, è ancora più drammatica a causa dell'enorme tasso di disoccupazione e dell'utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali in deroga».