Il Governo dimentica le crisi vere come quella di Eurallumina
Intervento in Aula di Francesco Senna, senatore del PD
Come evitare, quando torniamo a casa alla fine di questa settimana di lavori parlamentari, il sentimento di vergogna che provoca il riferire ai propri cittadini che non ci si è occupati di nulla, purtroppo, di quello che morde la carne delle situazioni di maggiore difficoltà del nostro Paese? È questa la ragione per la quale vi chiedo di votare, nel sovvertire il calendario approvato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo, per discutere immediatamente di un caso che rischia di essere dimenticato tra le tante crisi italiane, quello racchiuso in una mozione di cui sono primo firmatario.
Si tratta del caso della Eurallumina, una società di proprietà di una grande multinazionale russa, l'unica produttrice della materia da cui si fa l'alluminio, una materia strategica, importante nel Paese e in Europa, il cui unico luogo di produzione del Mediterraneo, in Sardegna, a Portovesme, da oltre un anno è chiuso. È chiuso per una crisi di mercato, ma anche per una strategia di delocalizzazione da parte delle grandi società che producono nel mondo in questo settore.
C'è qualcosa che non torna nella gestione della crisi di Eurallumina da parte del Governo. Vedete, colleghi, noi con la Russia trattiamo grandi investimenti, interventi strategici, alleanze militari; trattiamo anche la cessione del pacchetto di maggioranza, la proprietà del Milan nelle residenze private del premier e nei suoi dintorni, ma non trattiamo - ci sembra di capire - il tema, che è di politica economica ma anche di geopolitica, di come persuadere uno dei più grandi gruppi russi a tornare a riaprire l'unico impianto mediterraneo che avrebbe già oggi la convenienza a riaprire.
C'è qualcosa che non va. C'è una crisi di cui si deve occupare il Parlamento e non lo fa perché è impegnato a discutere di intercettazioni. Ma vi è una crisi del sistema produttivo di cui deve occuparsi quotidianamente il Governo. Da 20 giorni - è stato già ricordato - il Ministero dello sviluppo economico è affidato all'interim del Presidente del Consiglio. Ci sono centinaia di tavoli di crisi aziendale gestiti nel Ministero dello sviluppo economico affidati a pur volenterosi funzionari, ma senza la guida politica di un Ministro in carica. Il Paese, il nostro sistema produttivo, la crisi economica di questo Paese non sono in mani salde, colleghi senatori, ed il momento non lo consente. Torniamo ad occuparci delle cose vere, torniamo ad occuparci del futuro del Paese