Speranze per la Sms di Iglesias
Un imprenditore potrebbe essere interessato a rilevare l'azienda. E gli ammortizzatori sociali arriveranno quanto prima. Nel frattempo, i dipendenti Sms riusciranno a ottenere un sussidio straordinario. I sindacati chiamano, la Regione risponde, nel giro di poche ore.
Ieri sera, la vertenza dei 25 dipendenti della Società metallurgica sarda è approdata sul tavolo dell'assessore regionale all'Industria Sandro Angioni che ha incontrato in viale Trento i rappresentanti sindacali dei lavoratori della fabbrica di estrusi d'alluminio di Sa Stoia. Dalle 18 alle 19: un'ora per fare chiarezza e trovare le soluzioni immediate.
Bruno Bozzato, Aldo Floris e Sandro Contini (Rsu): «L'esito dell'incontro è stato positivo. L'assessore Angioni ci ha assicurato il massimo impegno, già in atto da quando la fabbrica ha chiuso: non è ancora ufficiale, ma un imprenditore ha manifestato l'interesse a rilevare l'azienda».
D'ora in poi sindacati e Regione lavoreranno insieme, proseguono i tre, per «risolvere quanto prima la vertenza, accelerare l'iter della cassa integrazione, che spetta di diritto ai dipendenti. E affronteremo anche la questione inerente la produzione, per individuare una società disposta a investire seriamente». La settimana prossima dovrebbero arrivare le prime risposte: «Avremo un altro incontro con l'assessore. Nel frattempo abbiamo deciso di concentrarci sull'aspetto economico, visto che la Sms ha chiuso la fabbrica senza avviare le procedure sugli ammortizzatori sociali».
La chiusura dell'azienda risale al 4 marzo scorso: la Sms è l'ultima società in ordine di tempo ad aver preso la guida dell'azienda metallurgica di Iglesias, nata nel 1980 come “Sardal”, partecipata statale cui nel 1996, con la privatizzazione, è subentrata la multinazionale Alcoa, con il dimezzamento del personale (da 110 a 51 dipendenti) e la chiusura del reparto di ossidazione. Rimase quello di estrusione.
Con la gestione Ali, durata due anni, i dipendenti finirono tutti in cassa integrazione. Fino al 2007, quando lo stabilimento che produce estrusi d'alluminio è stato preso in affitto dalla Sms, che ha assunto una ventina di operai, fra i 51 in mobilità da tre anni. A marzo l'ultima chiusura, senza cassa integrazione per i 25 dipendenti che ieri sono riusciti a compiere un primo passo verso la soluzione della vertenza.
ILENIA MURA