Gli operai Rockwool bloccano la statale 130
Periferia di Iglesias:alle 10 esplode la rabbia dei lavoratori della Rockwool.
di Davide Madeddu
Gli operai bloccano la statale 130 all'altezza di Campo Pisano. Dopo le assemblee e gli appelli (vani) ai rappresentanti delle istituzioni la protesta scende in strada. I cassintegrati dell'ex fabbrica di lana di roccia per due ore hanno occupato la strada statale in prossimità della galleria e dell'ingresso alla miniera di Campo Pisano. «La nostra vertenza è vergognosa - dice Ignazio Pala, rappresentante della Rsu Cisl mentre consegna il comunicato agli automobilisti che si fermano davanti al gruppo di operai che blocca i due sensi di marcia - siamo ormai senza padrone e senza fabbrica e a dicembre scadono gli ammortizzatori sociali». La fabbrica che produceva lana di roccia nella zona industriale di Sa Stoia è chiusa da quasi due anni gli impianti sono stati smontati e spediti in India. «Dico solo che ci siamo stancati dei rinvii e delle richieste di incontro cadute nel vuoto - aggiunge -. Quello di oggi è solo l'inizio, non possiamo più aspettare e siamo stanchi delle promesse vane».
Alle auto che si fermano i lavoratori e i rappresentanti sindacali consegnano il volantino in cui si ricostruisce la loro storia. Prima il sogno di una fabbrica produttiva poi l'odissea di chi, nonostante l'impegno si è trovato senza un lavoro. «La Regione ha una responsabilità, se la assuma - dice Pino Cocco rappresentante sindacale della Rsu aziendale - questa fabbrica è nata per la conversione delle miniere. Ebbene, si faccia ciò che è stato fatto per altre aziende». Dopo mezzogiorno i lavoratori sciolgono il presidio davanti alla galleria. «Questo era solo il primo appuntamento - annunciano - i prossimi giorni, in mancanza di risposte ci saranno altre iniziative». Mezz'ora più tardi a fare visita ai lavoratori che continuano a mantenere il presidio davanti alla miniera sono arrivati i sindaci dell'Unione dei Comuni. «La mobilitazione continua - sottolinea Tore Corriga cassintegrato che anima il profilo su Facebook - a questo punto chi ha la responsabilità se la assuma».