Compro la Ila per cinque milioni
L'offerta di acquisto della Ila di Portovesme è stata ribadita ieri da un imprenditore che ha incontrato la Regione e la Sfirs.
Si riaccende la speranza per i 166 dipendenti di evitare il licenziamento.
di Antonella Pani
Si è aperto uno spiraglio nella vertenza Ila: la prossima settimana l'azienda interessata ad acquistare la fabbrica di profilati d'alluminio formalizzerà l'offerta alla curatela fallimentare e depositerà la cauzione di 520 mila euro necessaria per ufficializzare la manifestazione d'interesse. Per rilevare lo stabilimento la società ha offerto 5.2 milioni di euro. Di fronte a questa prospettiva, comunicata ieri pomeriggio dall'assessore al Lavoro Franco Manca alle organizzazioni sindacali (in mattinata si era svolto un incontro tra l'imprenditore interessato, la Sfirs e l'assessore all'Industria Oscar Cherchi), i curatori fallimentari si sono detti disponibili a fare valutare la possibilità di sospendere la procedura di licenziamento collettivo dei 166 dipendenti della società.
LO SPIRAGLIO
Con questa flebile speranza devono fare i conti i lavoratori della Ila, che ieri sono arrivati in forze a Cagliari. «C'è stata un'apertura - ha commentato Rino Barca, segretario della Fsm Cisl - ma la nostra preoccupazione resta tutta. Ci sono ancora tante valutazioni da fare, aspettiamo il prossimo incontro, tenendo a mente che c'è in ballo il futuro di 166 famiglie».
«Di fronte a una precisa offerta sostenuta da una proporzionale garanzia sulla cauzione - hanno affermato dal canto loro gli assessori Manca e Cherchi - la curatela fallimentare dovrà decidersi a dare una risposta definitiva: 166 famiglie attendono con ansia che la loro vertenza sia risolta. Una presa di posizione negativa non pare giustificata alla luce di queste significative novità».
L'APPUNTAMENTO
Il nuovo incontro dovrebbe svolgersi all'inizio della prossima settimana: «Su questo percorso continuano ad esserci grossi ostacoli - dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil - uno su tutti la valutazione della fabbrica, fatta dalla curatela fallimentare che ammonta a otto milioni di euro mentre l'offerta è di cinque e due». Dopo il vertice, assemblea informativa con gli operai in strada, davanti alla sede dell'assessorato. «Di volta in volta ci rinviano da un tavolo all'altro - ha rilevati Daniela Piras, della segreteria Uilm - spostando così in avanti il riavvio della fabbrica, che continua a slittare per cavilli. E ora c'è anche l'emergenza degli ammortizzatori sociali in scadenza».