Giunta provinciale, riunione alla Rockwool
Presidente e assessori nella fabbrica occupata
per cercare di scongiurarne la chiusura
Sono giorni decisivi per i lavoratori della Rockwool di Iglesias. Domani i vertici della multinazionale saranno in Sardegna per incontrare il governatore della Regione Cappellacci e gli assessori La Spisa e Farris.
In quell'occasione, scioglieranno finalmente le riserve sulle loro reali intenzioni, in particolare rispetto alla cessione dell'attività a una delle società che hanno già formalmente manifestato il proprio interesse per l'acquisto dello stabilimento di Sa Stoia.
Intanto, questo pomeriggio, la Giunta provinciale terrà una riunione straordinaria all'interno dello stabilimento, dove, da una settimana, i lavoratori sono riuniti in assemblea permanente.
«Insieme agli operai - spiega l'assessore all'Ambiente della Provincia, l'iglesiente Bruno Pissard - elaboreremo un documento da inviare oggi stesso alla Regione, affinché il presidente Cappellacci e gli assessori che incontreranno i dirigenti della Rockwool esercitino tutte le pressioni necessarie perché la fabbrica possa riprendere la produzione reimpiegando tutti i lavoratori attualmente in cassa integrazione».
Visto che, ormai, la decisione della Rockwool di lasciare la Sardegna sembra incontrovertibile, si tratterà di convincere i suoi amministratori a vendere capannone e impianti a uno degli aspiranti acquirenti che si sono palesati nelle ultime settimane.
«Di certo - sottolinea Pissard - chiederemo alla Regione di scongiurare l'ipotesi che i macchinari vengano portati via. Una possibilità che consideriamo deleteria sotto diversi punti di vista».
Intanto, perché potrebbe venir meno l'interesse delle aziende che hanno dichiarato la propria disponibilità all'acquisto, e in secondo luogo perché, in caso di riconversione dello stabilimento ad altra attività (si vocifera di possibili accordi con un'azienda che produce marmellate),
«andrebbe a perdersi quel patrimonio di professionalità - conclude Pissard - che ha reso la fabbrica di lana di roccia di Iglesias una realtà produttiva d'eccellenza, appetibile per numerosi investitori».
Compresa - a suo tempo - la Rockwool, che non ha mai mancato nei 10 anni di attività a Sa Stoia, di elogiare (sovente premiandole) la qualità della produzione e la professionalità dei dipendenti della fabbrica sarda.
I 100 lavoratori ormai quasi certamente ex-Rockwool e le istituzioni del territorio (ultimamente si è espresso in tal senso anche il sindaco di Iglesias Pierluigi Carta), auspicano ora che la Regione faccia valere il principio non scritto secondo cui un'azienda privata non dovrebbe poter disporre di beni acquistati da un ente pubblico (che a sua volta li aveva comprati con i soldi della legge 221, per la riconversione dei distretti minerari) a suo esclusivo interesse.
PAOLO MOCCI
per cercare di scongiurarne la chiusura
Sono giorni decisivi per i lavoratori della Rockwool di Iglesias. Domani i vertici della multinazionale saranno in Sardegna per incontrare il governatore della Regione Cappellacci e gli assessori La Spisa e Farris.In quell'occasione, scioglieranno finalmente le riserve sulle loro reali intenzioni, in particolare rispetto alla cessione dell'attività a una delle società che hanno già formalmente manifestato il proprio interesse per l'acquisto dello stabilimento di Sa Stoia.
Intanto, questo pomeriggio, la Giunta provinciale terrà una riunione straordinaria all'interno dello stabilimento, dove, da una settimana, i lavoratori sono riuniti in assemblea permanente.
«Insieme agli operai - spiega l'assessore all'Ambiente della Provincia, l'iglesiente Bruno Pissard - elaboreremo un documento da inviare oggi stesso alla Regione, affinché il presidente Cappellacci e gli assessori che incontreranno i dirigenti della Rockwool esercitino tutte le pressioni necessarie perché la fabbrica possa riprendere la produzione reimpiegando tutti i lavoratori attualmente in cassa integrazione».
Visto che, ormai, la decisione della Rockwool di lasciare la Sardegna sembra incontrovertibile, si tratterà di convincere i suoi amministratori a vendere capannone e impianti a uno degli aspiranti acquirenti che si sono palesati nelle ultime settimane.
«Di certo - sottolinea Pissard - chiederemo alla Regione di scongiurare l'ipotesi che i macchinari vengano portati via. Una possibilità che consideriamo deleteria sotto diversi punti di vista».
Intanto, perché potrebbe venir meno l'interesse delle aziende che hanno dichiarato la propria disponibilità all'acquisto, e in secondo luogo perché, in caso di riconversione dello stabilimento ad altra attività (si vocifera di possibili accordi con un'azienda che produce marmellate),
«andrebbe a perdersi quel patrimonio di professionalità - conclude Pissard - che ha reso la fabbrica di lana di roccia di Iglesias una realtà produttiva d'eccellenza, appetibile per numerosi investitori».
Compresa - a suo tempo - la Rockwool, che non ha mai mancato nei 10 anni di attività a Sa Stoia, di elogiare (sovente premiandole) la qualità della produzione e la professionalità dei dipendenti della fabbrica sarda.
I 100 lavoratori ormai quasi certamente ex-Rockwool e le istituzioni del territorio (ultimamente si è espresso in tal senso anche il sindaco di Iglesias Pierluigi Carta), auspicano ora che la Regione faccia valere il principio non scritto secondo cui un'azienda privata non dovrebbe poter disporre di beni acquistati da un ente pubblico (che a sua volta li aveva comprati con i soldi della legge 221, per la riconversione dei distretti minerari) a suo esclusivo interesse.
PAOLO MOCCI
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