Fluoro sotto i limiti: La popolazione chiede più dettagli
Alcoa di Portovesme
«Ci fa piacere che le concentrazioni di fluoro siano sotto i limiti di legge, ma prima di archiviare l'emergenza ambientale servono informazioni specifiche»:
Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi a Portoscuso, non si accontenta dei dati contenuti nell'ultimo report dell'Arpas sulle concentrazioni di fluoruri nei pressi dello stabilimento Alcoa di Portovesme, finito nell'occhio del ciclone nelle scorse settimane.
I rilievi sono stati effettuati tra il 28 settembre e il primo ottobre, in diverse postazioni, e tutti hanno dato risultati ben al di sotto dei 20 microgrammi per metro cubo imposti come limite dalla legge.
«Ma quei dati - dice Cremone - per sgomberare davvero il campo da tutti i dubbi e le preoccupazioni che ancora esistono tra i cittadini di Paringianu, dovrebbero essere corredati da una relazione in cui si specificano le condizioni meteorologiche delle giornate in cui sono stati eseguiti i rilievi.
Infatti se i rilievi sono stati eseguiti ad esempio in una giornata di pioggia, è risaputo che questo abbatte i valori di fluoro; così come se in quelle giornate c'era forte vento di levante».
Secondo Cremone i numeri, da soli, non bastano a certificare che l'emergenza fluoro non esiste.
Ma c'è da dire che è il secondo report consecutivo dell'Arpas a indicare valori di fluoruri sempre ben al di sotto del limite di legge.
Inoltre, nel frattempo, tutti i problemi di funzionamento della Sala Elettrolisi dell'Alcoa sono stati superati, visto che ben 64 celle elettrolitiche sono spente.
Altra emergenza che al più presto le istituzioni dovranno affrontare è l'individuazione del nuovo sito per il bacino dei fanghi rossi dell'Eurallumina:
una condizione indispensabile per parlare del riavvio della fabbrica, ferma dallo scorso marzo. «Dobbiamo togliere qualsiasi pretesto alla società - dice Cremone - esiste già un bacino, che ha ancora qualche anno di autonomia: per l'immediato può essere utilizzato, con gli opportuni e necessari accorgimenti tecnici».
Della questione bacino si sta occupando la Provincia, che ha promosso alcuni incontri sul tema (all'ultimo hanno partecipato anche i tecnici dell'Eurallumina), ma ora la patata bollente è destinata a passare alla Regione.
ANTONELLA PANI
«Ci fa piacere che le concentrazioni di fluoro siano sotto i limiti di legge, ma prima di archiviare l'emergenza ambientale servono informazioni specifiche»:
Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi a Portoscuso, non si accontenta dei dati contenuti nell'ultimo report dell'Arpas sulle concentrazioni di fluoruri nei pressi dello stabilimento Alcoa di Portovesme, finito nell'occhio del ciclone nelle scorse settimane.
I rilievi sono stati effettuati tra il 28 settembre e il primo ottobre, in diverse postazioni, e tutti hanno dato risultati ben al di sotto dei 20 microgrammi per metro cubo imposti come limite dalla legge.
«Ma quei dati - dice Cremone - per sgomberare davvero il campo da tutti i dubbi e le preoccupazioni che ancora esistono tra i cittadini di Paringianu, dovrebbero essere corredati da una relazione in cui si specificano le condizioni meteorologiche delle giornate in cui sono stati eseguiti i rilievi.
Infatti se i rilievi sono stati eseguiti ad esempio in una giornata di pioggia, è risaputo che questo abbatte i valori di fluoro; così come se in quelle giornate c'era forte vento di levante».
Secondo Cremone i numeri, da soli, non bastano a certificare che l'emergenza fluoro non esiste.
Ma c'è da dire che è il secondo report consecutivo dell'Arpas a indicare valori di fluoruri sempre ben al di sotto del limite di legge.
Inoltre, nel frattempo, tutti i problemi di funzionamento della Sala Elettrolisi dell'Alcoa sono stati superati, visto che ben 64 celle elettrolitiche sono spente.
Altra emergenza che al più presto le istituzioni dovranno affrontare è l'individuazione del nuovo sito per il bacino dei fanghi rossi dell'Eurallumina:
una condizione indispensabile per parlare del riavvio della fabbrica, ferma dallo scorso marzo. «Dobbiamo togliere qualsiasi pretesto alla società - dice Cremone - esiste già un bacino, che ha ancora qualche anno di autonomia: per l'immediato può essere utilizzato, con gli opportuni e necessari accorgimenti tecnici».
Della questione bacino si sta occupando la Provincia, che ha promosso alcuni incontri sul tema (all'ultimo hanno partecipato anche i tecnici dell'Eurallumina), ma ora la patata bollente è destinata a passare alla Regione.
ANTONELLA PANI
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