Ferragosto in tenda a Portovesme per tre operai della Sicmi
Passeranno il Ferragosto in tenda ...
accampati davanti all'ingresso del capannone di Portovesme, i tre ex operai della Sicmi che da due settimane protestano chiedendo il rispetto degli accordi con l'azienda.
In questi quindici giorni non sono arrivate le novità positive che si sarebbero aspettati e dunque la protesta andrà avanti anche il giorno di Ferragosto. Poi per la settimana prossima sono già fissate due date: martedì incontro tra la Rsu e l'azienda, mercoledì assemblea dei lavoratori.
Alla Sicmi tutti gli operai sono in cassa integrazione da un anno ma prima che iniziasse la crisi un certo numero di dipendenti sono stati messi in mobilità. «L'accordo era che gli fosse data un'integrazione o, in alternativa, che fossero riassunti dalla stessa Sicmi», spiegano i delegati sindacali. Ma questi patti non sarebbero stati mantenuti: i tre operai non hanno ricevuto un'integrazione economica, né sono stati riassunti. Da qui la protesta ad oltranza con il coinvolgimento del Prefetto. Venerdì sera hanno ricevuto la visita dell'assessore provinciale alle Attività Produttive Alberto Pili. «Ma dall'azienda non è ancora arrivato un segnale di apertura verso queste persone», dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil.
CISL Intanto rispetto a tutte le vertenze industriali ancore aperte, il segretario provinciale della Cisl Fabio Enne ha lanciato un appello alla politica. «Non serve una classe politica che si lancia accuse reciproche- si legge in un comunicato- che promette sapendo di non poter mantenere. Noi le sfide le abbiamo lanciate, partono dalla salvezza industriale e continuano con la creazione di nuovo sviluppo. E' ora di un reale sforzo comune: dobbiamo dare speranza ai disoccupati, ai lavoratori, ai cassintegrati, ai giovani, che hanno bisogno di comportamenti celeri ed incisivi, in particolare dalla Politica».
In questi quindici giorni non sono arrivate le novità positive che si sarebbero aspettati e dunque la protesta andrà avanti anche il giorno di Ferragosto. Poi per la settimana prossima sono già fissate due date: martedì incontro tra la Rsu e l'azienda, mercoledì assemblea dei lavoratori.
Alla Sicmi tutti gli operai sono in cassa integrazione da un anno ma prima che iniziasse la crisi un certo numero di dipendenti sono stati messi in mobilità. «L'accordo era che gli fosse data un'integrazione o, in alternativa, che fossero riassunti dalla stessa Sicmi», spiegano i delegati sindacali. Ma questi patti non sarebbero stati mantenuti: i tre operai non hanno ricevuto un'integrazione economica, né sono stati riassunti. Da qui la protesta ad oltranza con il coinvolgimento del Prefetto. Venerdì sera hanno ricevuto la visita dell'assessore provinciale alle Attività Produttive Alberto Pili. «Ma dall'azienda non è ancora arrivato un segnale di apertura verso queste persone», dice Franco Bardi, segretario della Fiom Cgil.
CISL Intanto rispetto a tutte le vertenze industriali ancore aperte, il segretario provinciale della Cisl Fabio Enne ha lanciato un appello alla politica. «Non serve una classe politica che si lancia accuse reciproche- si legge in un comunicato- che promette sapendo di non poter mantenere. Noi le sfide le abbiamo lanciate, partono dalla salvezza industriale e continuano con la creazione di nuovo sviluppo. E' ora di un reale sforzo comune: dobbiamo dare speranza ai disoccupati, ai lavoratori, ai cassintegrati, ai giovani, che hanno bisogno di comportamenti celeri ed incisivi, in particolare dalla Politica».
ANTONELLA PANI
Pubblicità