Eurallumina, sit-in davanti ai cancelli della centrale Enel

Pubblicato il da sandro cherenti

Per il vapordotto
  di Antonella Pani

Presidio dei lavoratori Eurallumina ieri mattina davanti alla centrale termoelettrica dell'Enel. Un centinaio di operai, tuta verde e casco da lavoro, si è presentato ieri mattina davanti ai cancelli dell'Enel: l'azienda elettrica deve dire la sua sull'ipotesi del vapordotto, l'unica rimasta in piedi per riaprire lo stabilimento chiuso da tre anni, ma occorre il via libera dell'Enel e senza vapordotto il futuro dell'Eurallumina sarebbe segnato.

AI CANCELLI «Questo territorio trabocca di disperazione e molti dei guai industriali sono legati agli alti costi energetici - dice Marco Urru, operaio - l'Enel non può fare finta di nulla, servono risposte». Il presidio è simbolico, ma dalla prossima settimana le iniziative potrebbero diventare più incisive. «Riprenderemo la mobilitazione, faremo sentire tutta la nostra rabbia - ha aggiunto Enrico Atzei, delegato della Femca Cisl - non c'è tempo da perdere». Anche in questa vertenza, come in quella che si sta consumando a pochi metri, all'Alcoa, c'è una: 31 marzo, la fine della cassa integrazione. «Ben prima di quella data dobbiamo avere certezze e risposte - ha annunciato Enrico Pulisci, delegato della Filctem Cgil - altrimenti l'azienda potrebbe anche decidere di non rinnovare la cassa integrazione. Tutto il territorio deve capire che senza queste buste paga non gira l'economia, sarebbe il certificato di morte per il Sulcis».

Ai cancelli non c'è stata tensione tra i lavoratori Enel e i colleghi Eurallumina. «Questa non è un'iniziativa contro altri lavoratori - ha commentato Antonello Pirotto - il messaggio che vogliamo lanciare è che è giunto il momento che l'Enel faccia la sua parte nel territorio».

L'ENERGIA Il progetto del vapordotto, una condotta per trasportare il vapore dalle caldaie Enel agli impianti Eurallumina, non è una novità assoluta: già due anni fa era sul tavolo delle trattative ma l'Enel l'aveva bocciata ritenendo che il costo del vapore sarebbe risultato più alto di quanto Eurallumina fosse disposta a pagare. Però ora che la Rusal si è tirata indietro dal progetto della centrale, non resta che la soluzione del vapordotto. La prossima settimana le tute verdi dell'Eurallumina, da 3 anni in cassa integrazione, potrebbero tornare a manifestare in vista del vertice di venerdì a Roma al ministero dello Sviluppo economico.

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