Eurallumina, salta il vertice con la Rusal
Il ministero dello Sviluppo economico rinvia la riunione.
di Antonella Pani
Gli operai aspettavano il 9 novembre per avere chiarezza una volta per tutte sul futuro dell'Eurallumina di Portovesme, ma il vertice tanto atteso non si svolgerà: ieri in tarda mattinata dal Ministero dello Sviluppo economico è arrivata la comunicazione alle organizzazioni sindacali, «la riunione è stata rinviata a data da definirsi». Nella nota si parla di un breve rinvio per definire tutti gli aspetti. Nel Sulcis industriale la notizia ha avuto l'effetto di una bomba, anche perché si aggiunge alla “sconvocazione” all'ultima ora della riunione del Cipe (la scorsa settimana), dove si doveva dare il via libera all'accordo di programma della Portovesme srl. Due rinvii in pochi giorni per due vertenze delicatissime, il Sulcis è pronto a riprendere la mobilitazione. «Il rinvio del tavolo per Eurallumina è incompatibile con i tempi della Sardegna, del Sulcis e soprattutto delle famiglie dei lavoratori, che attendono risposte puntuali e concrete» ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci che ha espresso tutto il suo disappunto per il rinvio del confronto sulla vertenza. «Auspichiamo ha aggiunto Cappellacci - che quanto prima vi sia una nuova convocazione e che si dedichi massima attenzione ad una questione delicata per un territorio che rischia di pagare un forte tributo alla crisi». «Non si può giocare in questo modo sulla pelle degli altri - ha aggiunto l'assessore regionale all'Industria Oscar Cherchi - altro che avere risposte certe e chiare, addirittura rinviano gli impegni e questo è un atteggiamento intollerabile».
Il mondo sindacale è sul piede di guerra. Il segretario regionale della Cisl Giovanni Matta ha definito il rinvio inaccettabile aggiungendo che «tutto questo evidenzia la scarsa attenzione che le istituzioni romane riservano ai problemi della Sardegna». Anche nel Sulcis le reazioni sono state unanimi: per Roberto Puddu, segretario della Cgil, «ci troviamo di fronte ad un Governo irresponsabile e che non governa, questo ulteriore rinvio è gravissimo, uno schiaffo per i lavoratori e per il territorio».
Il nodo principale, nel progetto di riavvio della raffineria della Rusal, riguarda la fornitura di olio combustibile a prezzi agevolati per un paio di anni. Non si trova un accordo con l'Eni. «Il Governo è assente e non abbastanza autorevole, se ancora non si è riusciti a definire con l'Eni la partita dell'olio combustibile - ha fatto rilevare Mario Crò, segretario della Uil - con questo atteggiamento stanno fornendo un alibi gigantesco alla Rusal. Tra questa vertenza e il caso Portovesme srl rischiamo di perdere 2500 posti di lavoro nei prossimi sei mesi». Nel giro di pochi giorni da Roma sono arrivati due rinvii pesantissimi. «Il perdurare di questi atteggiamenti - ha sottolineato Fabio Enne, segretario della Cisl del Sulcis - ci costringe ad azioni sindacali per la difesa dell'apparato industriale». Questa mattina in fabbrica riunione dei rappresentanti sindacali per decidere quali iniziative intraprendere. Critico sul rinvio anche il Presidente della Provincia, Tore Cherchi: «È inaccettabile, non si può continuare con la politica dei rinvii, convocherò tutti i sindaci per decidere nuove forme di mobilitazione». Anche Silvio Lai ed Emanuele Cani, segretario regionale e provinciale del Pd, dicono no al rinvio: «Basta con le perdite di tempo Governo e Regione si assumano la responsabilità».