Eurallumina Oscar Cherchi: «Ingiuste le accuse dei sindacati»
di Antonella Pani
«Sono dispiaciuto dalla prese di posizione dei sindacati sulla vertenza Eurallumina, perché i rappresentanti dei lavoratori hanno contatti frequentissimi con l'assessorato e sanno benissimo che la vertenza è seguita costantemente sia da me, che dall'intera Giunta»: Oscar Cherchi, assessore regionale all'Industria, non condivide le accuse lanciate da un comunicato sindacale scaturito da un'iniziativa dei lavoratori, che venerdì mattina si sono presentati ai cancelli della fabbrica per contestare la mancata convocazione del vertice a Roma. «I lavoratori sono giustamente preoccupati - continua l'assessore - dissentire e protestare è un loro diritto, però mi amareggia senti dire che non stiamo facendo abbastanza. Le vertenze sono tante e le stiamo affrontando con coraggio e volontà, senza sosta tutti i giorni». Per la prossima settimana l'assessore Cherchi ha organizzato un tavolo tecnico per aggiornare il protocollo d'intesa, in attesa della convocazione a Roma, che ancora non c'è. «Dispiace anche a noi dover confermare in tutto e per tutto le critiche verso il Governo nazionale e regionale - si legge in una nota firmata dai segretari di Cgil, Cisl e Uil - che non partono da sensazioni ma da precisi dati di fatto. Va bene qualsiasi appuntamento, come quello della settimana prossima - scrivo Puddu, Enne e Crò - che ci pare un'iniziativa per prendere tempo e calmare i lavoratori. Noi vorremmo interlocutori concreti e capaci, che si impegnino davvero nel sollecitare altrettanta concretezza dal Governo nazionale». Altro argomento caldo a Portovesme in questi giorni è il salasso comunitario che potrebbe abbattersi su Portovesme srl, Eurallumina ed Ila. Sul caso Antonello Mereu, deputato dell'Udc, ha presentato un'interrogazione al ministro Romani, chiedendogli di intervenire urgentemente presso l'Unione Europea. «Da tempo è stato richiesto un intervento del Governo per sanare la situazione - dice Mereu - ma il nuovo intervento dimostra che quanto fatto fin qui non è stato sufficiente a far modificare la posizione della Commissione Europea».