Eurallumina, oggi si sceglie la forma di protesta
I dubbi degli operai sui tempi e i modi per scendere in piazza
Nessuna convocazione dal Ministero per il tormentone Eurallumina. A Portovesme, per le organizzazioni sindacali, è giunto il momento di decidere cosa fare: mobilitarsi subito o aspettare l'esito dei colloqui che il ministro Romani dovrebbe avere con l'Eni proprio in questi giorni? Se ne discuterà questa mattina durante una riunione tra la Rsu di fabbrica, le segreterie dei Chimici e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil.
Certo la partita-Eurallumina deve fare i conti col tempo che passa e non gioca a favore dei lavoratori: il 31 dicembre scade la cassa integrazione, che sarebbe quasi certamente rinnovata ma, se non si dimostrerà un imminente riavvio degli impianti, con una decurtazione dell'assegno Inps.
La trattativa Eni-Eurallumina si era impantanata sulla quantità di combustibile disponibile per gli impianti di Portovesme: 270 mila tonnellate il quantitativo necessario all'Eurallumina, 90 mila quelle disponibili. E finché non si trova un accordo sull'olio combustibile, è impossibile parlare di riavvio.