Eurallumina, è il giorno dell'attesa

Pubblicato il da sandro

Il Governo deve decidere sul futuro degli operai di Portovesme

Gli otto operai dello stabilimento, sul piede di guerra, protestano davanti al Ministero dello Sviluppo

      di Roberta Floris

ROMA «Abbiamo i nervi a fior di pelle. Riamarremo a Roma finché non ci diranno quando Eurallumina potrà riaprire». Sale la tensione tra gli otto lavoratori dello stabilimento di Portovesme che, i eri mattina, hanno protestato in piazza Montecitorio. «Lavoro, lavoro, lavoro», gridano ininterrottamente, sventolando l'inseparabile bandiera dei Quattro Mori. Una contestazione frenetica, accesa e senza sosta per gli operai del Sulcis: suonano trombette e fischietti, sbattono i caschetti a terra, intonano cori coi loro slogan: «Lotta dura per l'occupazione».

MINISTERO

  Ad aprire uno spiraglio per i lavoratori l'esito, ieri, dell'incontro al ministero dello Sviluppo economico che i parlamentari sardi del Pdl, Mauro Pili, Settimo Nizzi, Bruno Murgia, Paolo Vella e Carmelo Porcu hanno richiesto al sottosegretario Stefano Saglia. «Siamo a un passo dalla soluzione. La trattativa per la risoluzione della vertenza Eurallumina è giunta a un punto decisivo. Il Governo ha infatti individuato la strada per l'approvvigionamento energetico dello stabilimento e sta favorendo la trattativa con il soggetto fornitore del combustibile per raggiungere un prezzo che renda competitivo lo stabilimento del Sulcis», assicura Saglia. «Il Governo - aggiunge il sottosegretario - dialoga con la stessa Rusal, la società russa proprietaria dello stabilimento, per ipotizzare la ripresa produttiva. La finalità è di inquadrare lo stabilimento sulcitano nel sistema dell'alluminio primario con la produzione della materia prima necessaria alla stessa Alcoa». 

PARLAMENTARI 

È fiducioso Pili, che definisce la risoluzione della trattativa per l'olio combustibile tra Governo e aziende «un passaggio decisivo sia per i lavoratori sia per l'intero scenario produttivo del Sulcis-Iglesiente».
Dello stesso avvviso i suoi colleghi del Pdl: «Confermiamo il totale sostegno ai lavoratori dell'Eurallumina. La vertenza deve essere risolta con tutta l'autorevolezza del Governo, garantendo per quanto necessari gli ammortizzatori sociali e anche l'immediata ripresa produttiva». 
Invita, invece, a «mantenere i piedi per terra» l'assessore regionale all'Industria Oscar Cherchi, presente ieri in piazza Montecitorio: «Ancora non c'è stato un comunicato ufficiale da parte del ministero. Mi auguro che giovedì, giorno in cui parteciperò alla manifestazione dei lavoratori, arrivino risposte concrete e venga sciolto ogni nodo. E finché queste risposte non arrivano rimango purtroppo scettico». 
Parere condiviso dalla parlamentare del Pd Caterina Pes, intervenuta anche lei al presidio dei lavoratori: «Sono qui a dare la mia solidarietà e sostenere la battaglia degli operai in cassa integrazione. Le nostre preoccupazioni sono reali, perché il Governo ha annunciato tanti passi avanti, senza realmente farli». «La cassa integrazione scadrà a luglio e se i lavoratori verranno messi in mobilità, rischieranno seriamente il licenziamento», sottolinea Amalia Schirru (Pd). E ricordando le tre interrogazioni che il gruppo parlamentare del Pd ha presentato al ministro Romani, ribadisce: «Il ministro dello Sviluppo economico deve mantenere gli impegni». «Avevamo richiesto al Governo tramite i sindacati, la costituzione di una delegazione interistituzionale. Non abbiamo avuto neanche in questo caso risposte», sottolinea Giulio Calvisi (Pd).

CHERCHI

 A sostenere i lavoratori nella loro protesta anche il presidente della provincia Carbonia Iglesias, Tore Cherchi: «Eurallumina deve riaprire, è uno stabilimento sano. Con la realizzazione della centrale a carbone starà in piedi senza aiuto. Ma in questa fase transitoria, dove le caldaie potrebbero essere alimentate con olio combustibile a basso costo, Governo e Rusal devono fare un passo avanti per tutelare le mille buste paga dei lavoratori». 

«E invece sembrano due sordi che non si parlano», urlano gli otto lavoratori dello stabilimento, chiuso da due anni. 

SINDACI 

Si appellano al Governo anche Maria Marongiu e Franco Porcu, rispettivamente sindaci a Carbonia e Villamassargia: «Il Governo deve ancora rispondere delle partite industriali di vendita. In particolare la Rusal chiedeva la restituzione dei crediti Iva, pari a 50 milioni di euro». E ieri a dare appoggio e sostegno ai lavoratori della fabbrica di Portovesme anche l'ex leader del Pd, Walter Veltroni: «Sollecito il ministro Romani a dare risposte definitive per risolvere la vertenza. Mi impegno a dare tutto il mio aiuto per il diritto al lavoro degli operai Eurallumina». 
Per loro oggi quarto giorno nella capitale. La protesta non si ferma. La battaglia di questi otto uomini si sposta nuovamente davanti al ministero dello Sviluppo economico, in via Veneto.


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