EURALLUMINA : Documento sindacale
Lettera aperta ai lavoratori Eurallumina
Le informazioni che abbiamo ricevuto dagli ultimi incontri con l’amministratore delegato dell’Eurallumina (in assessorato all’industria e in azienda), ci rappresentano un quadro a tinte fosche. Il percorso che dovrebbe portarci al riavvio dello stabilimento ci appare sempre più lungo e irto di difficoltà. In particolare:
- nulla è stato fatto rispetto al protocollo d’intesa di marzo 2009;
- nulla è stato fatto rispetto al verbale d’incontro del 4 agosto 2010;
- i costi economici dell’operazione risultano essere maggiori rispetto a quando è stato concepito il progetto; le agevolazioni fiscali sono inferiori rispetto alle previsioni iniziali;
- le quantità dell’olio combustibile ipotizzate per il periodo transitorio non sono state trovate e di
conseguenza non si è ancora fatta una contrattazione commerciale;
- la nuova compagnia per l’acquisto della caldaia a carbone non si è ancora
costituita;
- per poter utilizzare l’area destinata al deposito dei fanghi rossi (su stangioni) e per l’uso dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo è necessaria una deroga del ministero dell’ambiente;
- è necessario sentire il parere preventivo della comunità europea su alcune parti del progetto industriale per non incorrere nelle sanzioni comunitarie.
Questo è il quadro che abbiamo davanti e anche l'interpretazione più ottimistica non può individuarne una soluzione a breve termine. La data del 14 aprile si avvicina sempre più e l'assenza
di anticipazioni, di indiscrezioni sull'incontro non ci fanno ben sperare.
In questo contesto così difficoltoso e sconfortante potrebbe apparire inopportuna e intempestiva la lettera aperta che state leggendo, tuttavia siamo convinti che proprio in questi momenti ci sia
bisogno di stringere le fila, di compattarci e ripartire più forti di prima. Privarsi di idee,suggerimenti e esperienze sindacali denota una scarsa lungimiranza a discapito di tutti noi. Tutti i dipendenti che
seguono l'attività sindacale dell'eurallumina hanno notato che alcuni componenti RSU (gli scriventi) hanno limitato la loro partecipazione e il loro coinvolgimento. Solo chi non vuol vedere, chi non vuol capire può attribuire questo cambiamento ad un improvviso menefreghismo autolesionistico (siamo dipendenti eurallumina anche noi).
Le motivazioni sono ben più profonde e si basano principalmente su un illeggittima interpretazione delle leggi, dei regolamenti e del "bon ton" sindacale. Anche trascurando le buone maniere, non possiamo transigere sulle normative, in quanto garantiscono la rappresentatività di tutti noi: eletti ed elettori.
Nonostante la nostra disponibilità al dialogo dimostrata in qualche intervento assembleare, malgrado la disponibilità dimostrata partecipando alla mobilitazione che non abbiamo condiviso -ma che abbiamo sostenuto in quanto scelta dai lavoratori - con la presenza pressoché quotidiana, ha prevalso un atteggiamento prevaricatore mascherato da maggioranza democratica ,dimostrato dal fatto che dall’ultima assemblea dei lavoratori avvenuta in fabbrica (16/03/2011) i componenti RSU
scriventi non hanno mai potuto partecipare ad una riunione di RSU in quanto mai convocati. Né formalmente, né informalmente. Nonostante, anche recentemente ( 2 aprile 2011), ci sia stata una richiesta d’incontro ( via sms)lda parte nostra per la rimodulazione e calendarizzazione delle presenze alle tende. Le normative che regolamentano le attività sindacali –fortunatamente- non ne derogano il rispetto a seconda delle circostanze, esse devono essere rispettate e garantite sempre da tutti.
Questa illecita esclusione ha avuto origine quando abbiamo avuto l'ardire di andare ad ascoltare le argomentazioni dei lavoratori ai cancelli dello stabilimento (22 febbraio 2011), quando ci chiedevano spiegazioni sul perchè fossimo così inattivi e, soprattutto, perchè non
fossimo stati conseguenti agli impegni presi nell'assemblea generale del 10 febbraio 2010.
Forse dobbiamo pagare per aver dichiarato in pubblico che eravamo poco incisivi nella nostra lotta?
Oppure, per aver detto che le assemblee separate erano inopportune?
Infine, per aver definito incomprensibile l'immobilismo di fronte ai continui rinvii dell'incontro al MISE?
Se siamo colpevoli di questi misfatti, siamo ben contenti di esserlo. Perchè il silenzio uccide il dialogo e alimenta il pensiero unico.
Noi vogliamo la collaborazione di tutti, nessuno escluso.
Non vogliamo rispondere ai pettegolezzi o alle insinuazioni che da più parti arrivano, significherebbe dare nutrimento alle polemiche sterili.
La nostra sensibilità è dimostrata dagli anni trascorsi in prima fila, senza nascondersi. Le tante manifestazioni svolte nelle strade, all'aeroporto e l'attività sindacale svolta nelle
assemblee in azienda, nei comuni del territorio, in provincia, in regione, nelle interviste, nelle scuole e nelle sedi sindacali degli ultimi due anni sono la miglior risposta.
Pertanto, ribadiamo la condivisione degli obbiettivi e esprimiamo la massima disponibilità alla collaborazione e alle scelte condivise nell’ambito delle normative sindacali, contestualmente informeremo dei fatti le segreterie sindacali territoriali.
Cordiali saluti
- nulla è stato fatto rispetto al protocollo d’intesa di marzo 2009;
- nulla è stato fatto rispetto al verbale d’incontro del 4 agosto 2010;
- i costi economici dell’operazione risultano essere maggiori rispetto a quando è stato concepito il progetto; le agevolazioni fiscali sono inferiori rispetto alle previsioni iniziali;
- le quantità dell’olio combustibile ipotizzate per il periodo transitorio non sono state trovate e di
conseguenza non si è ancora fatta una contrattazione commerciale;
- la nuova compagnia per l’acquisto della caldaia a carbone non si è ancora
costituita;
- per poter utilizzare l’area destinata al deposito dei fanghi rossi (su stangioni) e per l’uso dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo è necessaria una deroga del ministero dell’ambiente;
- è necessario sentire il parere preventivo della comunità europea su alcune parti del progetto industriale per non incorrere nelle sanzioni comunitarie.
Questo è il quadro che abbiamo davanti e anche l'interpretazione più ottimistica non può individuarne una soluzione a breve termine. La data del 14 aprile si avvicina sempre più e l'assenza
di anticipazioni, di indiscrezioni sull'incontro non ci fanno ben sperare.
In questo contesto così difficoltoso e sconfortante potrebbe apparire inopportuna e intempestiva la lettera aperta che state leggendo, tuttavia siamo convinti che proprio in questi momenti ci sia
bisogno di stringere le fila, di compattarci e ripartire più forti di prima. Privarsi di idee,suggerimenti e esperienze sindacali denota una scarsa lungimiranza a discapito di tutti noi. Tutti i dipendenti che
seguono l'attività sindacale dell'eurallumina hanno notato che alcuni componenti RSU (gli scriventi) hanno limitato la loro partecipazione e il loro coinvolgimento. Solo chi non vuol vedere, chi non vuol capire può attribuire questo cambiamento ad un improvviso menefreghismo autolesionistico (siamo dipendenti eurallumina anche noi).
Le motivazioni sono ben più profonde e si basano principalmente su un illeggittima interpretazione delle leggi, dei regolamenti e del "bon ton" sindacale. Anche trascurando le buone maniere, non possiamo transigere sulle normative, in quanto garantiscono la rappresentatività di tutti noi: eletti ed elettori.
Nonostante la nostra disponibilità al dialogo dimostrata in qualche intervento assembleare, malgrado la disponibilità dimostrata partecipando alla mobilitazione che non abbiamo condiviso -ma che abbiamo sostenuto in quanto scelta dai lavoratori - con la presenza pressoché quotidiana, ha prevalso un atteggiamento prevaricatore mascherato da maggioranza democratica ,dimostrato dal fatto che dall’ultima assemblea dei lavoratori avvenuta in fabbrica (16/03/2011) i componenti RSU
scriventi non hanno mai potuto partecipare ad una riunione di RSU in quanto mai convocati. Né formalmente, né informalmente. Nonostante, anche recentemente ( 2 aprile 2011), ci sia stata una richiesta d’incontro ( via sms)lda parte nostra per la rimodulazione e calendarizzazione delle presenze alle tende. Le normative che regolamentano le attività sindacali –fortunatamente- non ne derogano il rispetto a seconda delle circostanze, esse devono essere rispettate e garantite sempre da tutti.
Questa illecita esclusione ha avuto origine quando abbiamo avuto l'ardire di andare ad ascoltare le argomentazioni dei lavoratori ai cancelli dello stabilimento (22 febbraio 2011), quando ci chiedevano spiegazioni sul perchè fossimo così inattivi e, soprattutto, perchè non
fossimo stati conseguenti agli impegni presi nell'assemblea generale del 10 febbraio 2010.
Forse dobbiamo pagare per aver dichiarato in pubblico che eravamo poco incisivi nella nostra lotta?
Oppure, per aver detto che le assemblee separate erano inopportune?
Infine, per aver definito incomprensibile l'immobilismo di fronte ai continui rinvii dell'incontro al MISE?
Se siamo colpevoli di questi misfatti, siamo ben contenti di esserlo. Perchè il silenzio uccide il dialogo e alimenta il pensiero unico.
Noi vogliamo la collaborazione di tutti, nessuno escluso.
Non vogliamo rispondere ai pettegolezzi o alle insinuazioni che da più parti arrivano, significherebbe dare nutrimento alle polemiche sterili.
La nostra sensibilità è dimostrata dagli anni trascorsi in prima fila, senza nascondersi. Le tante manifestazioni svolte nelle strade, all'aeroporto e l'attività sindacale svolta nelle
assemblee in azienda, nei comuni del territorio, in provincia, in regione, nelle interviste, nelle scuole e nelle sedi sindacali degli ultimi due anni sono la miglior risposta.
Pertanto, ribadiamo la condivisione degli obbiettivi e esprimiamo la massima disponibilità alla collaborazione e alle scelte condivise nell’ambito delle normative sindacali, contestualmente informeremo dei fatti le segreterie sindacali territoriali.
Cordiali saluti
I delegati: Davide Boi, Sergio Murenu, Bruno Pinna
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