DOPO IL DANNO LA BEFFA

Pubblicato il da sandro

 

     di Nicola Arrius

Se dovessi dare un nome alla vicenda Eurallumina, la intitolerei "DOPO IL DANNO LA BEFFA".

Il danno è noto a tutti, i lavoratori sono in cassa integrazione in scadenza, con un salario al limite della soppravivenza, senza tredicesima ne quattordicesima. Gli operai delle imprese
d'appalto senza lavoro, magari con la cassa integrazione percepita in ritardo e ridotta al minimo, tutto l'indotto che ruotava attorno all'Eurallumina è fermo con altrettanti lavoratori alla
disperazione, magari parte di questi senza ammortizzatori sociali.
La beffa è anch'essa sotto l'attenzione di tutti. A fasi alterne abbiamo creduto che il momento della ripresa produttiva fosse legata al raggiungimento di 2.300$/tonnellata la quotqzione
dell'alluminio nel mercato mondiale e nonostante si sia ormai attestato a quel valore e ci siano sensibili segnali di ripresa, scopriamo che ciò non è sufficiente.

In seguito ci hanno fatto credere che attraverso la produzione di allumine speciali, grazie alle lor o plusvalenze, avremo abbattuto i costi di produzione. Peccato che non ci abbiamo neppure
provato.
Negli ultimi mesi ci sono stati a Roma un susseguirsi di riunioni " tecniche " a cui i rappresentanti dei lavoratori a tutti i livelli non hanno mai partecipato. Così gli esperti " tecnici "
hanno pensato che attraverso la fornitura di vapore, proveniente dall'ENEL avrebbe abbattuto i costi di produzione consentendoci di riavviare l'impianto.

Dopo qualche incontro i partecipanti al tavolo delle riunioni " tecniche ", hanno scoperto che la fornitura del vapore dall'ENEL non era economicamente valida. Gli incontri tecnici rivelano che
bisogna puntare alla fornitura per almeno tre anni, di olio combustibile ad un prezzo economicamente sostenibile da Eurallumina per consentire il riavvio dell'impianto, in attesa di costruire una
nuova caldaia alimentata a carbone per la produzione del vapore. L'ente che dovrà fornire l'olio combustibile ad un prezzo economicamente sostenibile è l'ENI. Si noti bene che lo Stato Italiano
detiene una considerevole quota azionaria della proprietà ENI.

Dal quattro di agosto 2010, dopo estenuanti e difficoltose trattative a cui partecipano soltanto gli esperti "tecnici" (i sindacati ovviamente continuano ad essere tagliati fuori dagli incontri),
inizialmente sembrava che la difficoltà consistesse nel trovare un accordo tra Eurallumina ed ENI sul prezzo dell'olio combustibile, quando anche questo scoglio sembrava quasi superato; "la
montagna partorisce il topolino", i partecipanti agli incontri tecnici si accorgono che l'ENI non dispone della quantità di olio combustibile necessaria per il mantenimento in marcia per tre anni
dell'impianto Eurallumina.
Siamo veramente all'assurdo! Leggetevi su internet, cosa è l'ENI, scoprirete che è un colosso mondiale nella ricerca, estrazione, produzione e commercializzazione di olio combustibile per milioni
di tonnellate/anno.
La Russia è fra le nazioni con cui l'ENI ha rapporti economici e scambi commerciali.

Il ministro alle attività produttive Romani, non riuscendo a convincere l'ENI a fornire tutto l'olio combustibile per mantenere in marcia l'Eurallumina, dichiara che si impegnerà nella ricerca di
altri fornitori privati al fine di garantire la fornitura del combustibile mancante! Siamo alla farsa finale!  Pensate; lo Stato che non s'impone in una sua controllata e pensa di trovare
olio combustibile in altre società.
A questo punto permettetemi una riflessione che potrebbe servire come suggerimento anche per il ministro Romani (non si sa mai che legga il nostro sito). Considerato che anche la Rusal
contribuisce con le sue industrie, di cui noi siamo parte integrante, all'economia della Nazione Russia, ha pensato il signor ministro che negli incontri "tecnici" si possa chiedere a questa
società che intervenga presso il proprio governo per la fornitura magari attraverso l'ENI dell'olio combustibile necessario per il riavvio del proprio impianto?.

Concludo dicendo che davanti ad uno scenario così poco confortante, sia giunto il momento di riunire tutte le forze dei lavoratori, del sindacato, dei politici che sono i rappresentatanti di
questo territorio, affinchè si faccia fronte unico verso la politica che ha l'obbligo istituzionale di dare soluzioni alla nostra vertenza e più in generale alla ripresa economica e sviluppo di
questo territorio.
Colgo l'occasione per augurare a tutti i lavoratori un felice Natale e un più sereno anno 2011.

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