Crisi industriale, scontro in Consiglio
Pd all'attacco ma passa l'ordine del giorno del centrodestra
Il Consiglio regionale non trova l'unità sulla crisi dell'industria.
Oggi a Bruxelles e domani a Roma è in gioco il futuro degli operai Alcoa, ma l'Aula non trova l'intesa bipartisan su come fronteggiare l'emergenza.
Neppure il dibattito sul dramma degli operai di Portovesme ha permesso di creare un fronte comune.
Contrapposizione forte, inattesa. Dall'inizio: l'opposizione presenta un ordine del giorno sul rilancio dell'attività industriale con cui chiede l'immediata concessione delle risorse Fas al Governo e boccia l'operato del presidente e della Giunta, definendo inadeguate le strategie adottate contro la crisi.
Quando la seduta volge alla conclusione il centrodestra ne propone un altro a sostegno dell'operato dell'esecutivo guidato da Cappellacci al tavolo del Governo sull'industria. Alla fine pesano i numeri e passa quello della maggioranza: su 65 presenti i favorevoli sono 44, 20 i contrari, 1 astenuto. Per la cronaca, su 68 votanti, quello del centrosinistra totalizza 24 sì, 41 no e 3 astenuti.
L'ASSESSORE
In serata l'assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa illustra i piani della Regione: «Condivido il richiamo alla necessità di frenare la fuga della grande industria, ma nello stesso momento bisogna favorire lo sviluppo di imprese basate sull'innovazione e l'originalità dei protagonisti locali».
Per La Spisa, «la crisi delle produzioni metallurgiche e chimiche ha origini lontane: oggi si manifesta nella spregiudicatezza delle decisioni assunte dalle multinazionali che vanno e vengono nei nostri territori obbedendo solo ai suggerimenti degli analisti finanziari».
La linea dell'esecutivo sembra prevedere anche altri scenari: «Non vogliamo perdere queste produzioni di base, ma abbiamo l'obbligo di scommettere sui settori emergenti.
Per questo, occorre sostenere le imprese con incentivi più moderni e con forti investimenti sulla ricerca e sul trasferimento tecnologico».
Il presupposto «è un grande salto di qualità da parte della Regione sia nella sua componente politica che in quella tecnica e amministrativa».
LA SEDUTA
Il capogruppo del Pd Mario Bruno chiede perché il governatore non sia in aula. Risponde il presidente dell'assemblea Claudia Lombardo:
«È a Bruxelles per il comitato delle Regioni».
È dopo questa risposta che Bruno chiede dieci minuti di sospensione, facendo ipotizzare a qualcuno il rischio di un abbandono dell'aula da parte dei consiglieri Pd che invece non ci sarà. Le bordate del centrosinistra iniziano da Gianvalerio Sanna (Pd), che commenta le recenti dichiarazioni del presidente Cappellacci sulla crisi dell'industria:
«Sono state inquietanti e sono state largamente sufficienti per dimostrare che la crisi economica è aggravata dal fatto che non c'è un governo regionale».
Il capogruppo del Pdl Mario Diana alza la voce dal fronte del centrodestra: «Se l'atteggiamento del centrosinistra è questo, devo presumere che sia il segnale di un cambiamento di linea politica in un momento cruciale», dice, prima di affondare il colpo:
«Quando al governo della Regione c'era Soru ed era ministro l'attuale leader del Pd Bersani, che cosa è stato fatto per l'industria sarda e per Alcoa?».
Per Claudia Zuncheddu (Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori) la Sardegna deve rivendicare «piena competenza in materia di energia perché senza sovranità cresce la dipendenza».
E Francesca Barracciu (Pd):
«Attendiamo buone notizie su Alcoa anche se la Giunta non ha mostrato autorevolezza». Giorgio Oppi, leader Udc, si scaglia contro «gli interventi fini a se stessi che non portano proposte» e dice: «Dobbiamo smettere di far ricadere colpe su questo o quel Governo.
Nel Sulcis concentrare le attività solo sull'alluminio è stato un errore e nessuna nuova attività per rilanciare l'economia è stata impiantata
Occorre puntare sul turismo e coinvolgere le multinazionali per il risanamento delle aree».
E se Giacomo Sanna (Psd'Az) ha ricordato la crisi del polo chimico di Porto Torres, Mario Floris (Uds) è preoccupato perché «non esiste una strategia politica: l'Isola rinascerà con le riforme». Oggi alle 10 riprendono i lavori.
LORENZO PIRAS