Alcoa: il dossier energia oggi a Bruxelles
Muove i primi passi in Europa il decreto legge emanato dal Governo per superare i problemi di approvvigionamento di energia nelle Isole:
il provvedimento, utile nella vertenza Alcoa in quanto aumenta i contributi per l'energia interrompibile (cioè a rischio black out), sbarcha oggi a Bruxelles, corredato da un documento di presentazione al comitato tecnico della Commissione Europea.
La prassi per i provvedimenti legislativi che si apprestano ad essere esaminati dall'Unione Europea, ma una prassi che in questo caso è seguita con molta attenzione ed apprensione, visto il peso che hanno avuto finora nel caso Alcoa i rilievi di Bruxelles.
IL COMMISSARIO OLANDESE
Le precedenti tariffe speciali di cui la multinazionale americana ha goduto fino al 31 dicembre scorso sono finite da subito nel mirino della Commissione Concorrenza, presieduta dall'olandese Neelie Kroes, per sospetti aiuti di Stato.
Procedura di infrazione culminata nella famosa multa da 300 milioni di euro, che ha poi avuto un peso determinante nei progetti di fermata di Alcoa.
UN CASO EUROPEO
Oggi a Bruxelles inizia un nuovo percorso: il Governo italiano sottopone all'attenzione dell'Unione europea il nuovo provvedimento di legge, che sarà presentato e analizzato in tempi celeri. A Bruxelles ci sarà Ugo Cappellacci.
Il presidente della Regione dovrebbe incontrare il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, proprio per discutere della vertenza Alcoa, che in questo momento è uno degli argomenti più caldi sull'asse Roma- Bruxelles.
Ieri pomeriggio in fabbrica si è svolto un incontro tra la rappresentanza sindacale e i vertici aziendali.
Atmosfera calda nel primo faccia a faccia dopo i fatti di giovedì scorso culminati con l'allontanamento dei dirigenti da parte degli operai.
Il direttore dello stabilimento, Marco Guerrini, ha chiesto ai delegati sindacali di interrompere il blocco delle merci in uscita, che è una delle forme di proteste che da settimane i lavoratori stannoattuando in fabbrica.
A Portovesme si continua a produrre l'alluminio regolarmente ma i lavoratori impediscono al prodotto di oltrepassare i cancelli della fabbrica e questa protesta, secondo quanto detto ieri dai vertici aziendali ai sindacati, sta causando problemi di liquidità all'Alcoa che non può rifornire i suoi clienti.
BLOCCO AI CANCELLI
Comunque la Rsu ha respinto la richiesta, confermando il blocco di tutte le merci in uscita, sia l'alluminio sia gli anodi destinati a Fusina.
Insomma un blocco intransigente che i lavoratori non hanno nessuna intenzione di allentare.
« La Rsu è stata compatta nel dire no a questa richiesta- dice Stefano Lai, delegato della Cub- fino a quando non sarà definita la vertenza, da qui non uscirà neanche un grammo di alluminio. E vogliamo anche garanzie per i contratti a termine e gli interinali a cui è stato rinnovato il contratto fino al 19».
LE MATERIE PRIME
Nell'incontro sindacato-azienda si è discusso anche di materie prime: lo stabilimento ha un'autonomia di marcia di sette-dieci giorni, ma al momento non sono previsti arrivi di pece, coke metallurgico e coke di petrolio.
A Portovesme è iniziato il conto alla rovescia verso l'appuntamento decisivo per la fabbrica di alluminio:
domani i sindacati, una delegazione di lavoratori e i sindaci saranno a Roma per il vertice Alcoa-Governo. Venerdì i sindacati sono già convocati al ministero del Lavoro per la cassa integrazione, come da procedura, ma firmeranno un verbale di non accordo per ribadire il no agli ammortizzatori sociali.
ANTONELLA PANI