Basta silenzio, torniamo in piazza con i caschetti
Fischietti, bandiere e striscioni sono sempre rimasti a portata di mano
Tra qualche giorno gli operai dell'Eurallumina ricominceranno con le iniziative di protesta per scalfire il silenzio che da un po' è calato sulla loro vertenza: prima si mobiliteranno nel territorio, per poi approdare a Roma, con una manifestazione a metà ottobre.
La nuova fase di protesta è stata decisa ieri mattina, durante un incontro tra la Rsu di fabbrica, i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, e le segreterie territoriali dei Chimici. Un vertici sindacale da cui è scaturita la decisione che già era nell'aria: il tempo delle attese è finito, si torna in piazza. I sindacati hanno anche chiesto un incontro urgentissimo al presidente Cappellacci. «Il silenzio che avvolge il caso Eurallumina non ci fa stare per niente tranquilli», dice Sergio Murenu, delegato della Filctem Cgil nella Rsu: «Non ci sono notizie che ci possano far intravedere una soluzione imminente. Per questo abbiamo deciso di ricominciare da subito con le iniziative di proteste, questo silenzio deve finire».
L'ultimo incontro ufficiale sulla questione Eurallumina risale ai primi di agosto; allora fu fissato un nuovo vertice per il 21 settembre: in quella sede la Rusal avrebbe dovuto sciogliere tutte le riserve sul progetto di rilancio ideato dal ministero dello Sviluppo economico, ma l'incontro non si è mai svolto perché il vertice è stato rinviato e ancora non è stata fissata una nuova data. «Sappiamo che ci sono stati degli incontri tecnici - dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - ma a questo punto non è più tempo di incontri interlocutori: servono decisioni definitive che ci consentano di parlare del riavvio degli impianti. Quindi al più presto deve arrivare la convocazione per un nuovo vertice, intanto riprenderemo con la mobilitazione».
A giorni gli operai dell'Eurallumina, in cassa integrazione da un anno e mezzo, saranno di nuovo in piazza a rivendicare le risposte che ancora non sono arrivate. «Questo silenzio deve finire», conclude Mario Crò, segretario della Uil: «Servono risposte definitive per l'Eurallumina e siamo pronti a diverse iniziative per ottenere la giusta attenzione. Sarà una mobilitazione di ampio respiro perché sono anche altre le vertenze in attesa di risposte, ad esempio nel caso della Portovesme srl».
ANTONELLA PANI