Alcoa: gli operai bloccano l'aeroporto
Le assicurazioni di Cappellacci:
«Da Roma è in arrivo la soluzione per il problema dei costi dell'energia»
Centinaia a Cagliari per protestare davanti alla Regione
Mercoledì 04 novembre 2009
In centinaia a Cagliari, prima nei saloni dell'aeroporto, poi davanti alla sede della Regione, in viale Trento: i lavoratori dell'Alcoa sono scesi in piazza per evitare la chiusura della fabbrica.
P rima hanno occupato il terminal partenze dell'aeroporto di Elmas, poi anche i giardini e la strada sotto il palazzo della Regione di viale Trento, a Cagliari.
È stata una mattinata movimentata quella trascorsa ieri da oltre un centinaio di operai e sindacalisti dell'Alcoa di Portovesme:
hanno prima bloccato gli imbarchi dell'aeroporto con bandiere e striscioni, provocando la partenza in ritardo di un volo, poi si sono trasferiti sotto la Regione, protetta da carabinieri e polizia in assetto antisommossa.
Dopo quasi un'ora di protesta, cori e slogan, una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal governatore Ugo Cappellacci e dall'Assessore all'Industria, Giorgio La Spisa.
AEROPORTO
L'allarme è scattato ieri, a sorpresa, poco dopo le 10.30, quando decine di automobili con le bandiere dei sindacati confederali ha bloccato la rampa d'accesso al primo piano dell'aeroporto di Elmas.
Poco dopo, oltre un centinaio di operai hanno occupato il terminal partenze, organizzando un sit-in improvvisato sotto gli occhi incuriositi dei turisti.
Nessun danno alle cose, solo una protesta pacifica e rumorosa.
L'unico disagio, a fine mattinata, lo hanno subito i passeggeri del volo EasyJet per Londra, decollato con un'ora e dieci di ritardo.
Nel giro di pochi minuti, poi, sono arrivate le camionette ed i blindati di polizia e carabinieri, evitando che l'intero scalo andasse in tilt.
REGIONE Poco dopo le 11.30 dai manifestanti è arrivato il nuovo ordine:
«Tutti alla Regione».
Tornati nelle auto, il lungo corteo scortato dai cellulari delle forze dell'ordine ha imboccato la statale 130, dirigendosi a Cagliari dove, ad attenderli sotto il palazzo di viale Trento, c'erano una trentina di militari in tenuta antisommossa che hanno tenuto a distanza gli operai.
Poco dopo mezzogiorno la decisione del presidente Ugo Cappallacci di incontrare una delegazione di sindacati e lavoratori.
IL VERTICE
Saltato l'incontro di ieri col ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola (slittato non si sa quando), i sindacati hanno chiesto assicurazioni sul futuro dell'azienda che garantisce 720 posti di lavoro. In delegazione, presente anche l'assessore La Spisa, i segretari sindacali Roberto Puddu (Cgil), Fabio Enne (Cisl) e Rino Barca (Cisl).
«Il tempo stringe - ha detto Roberto Puddu, segretario Cgil Sulcis - ora servono decisioni e responsabilità».
I confederali hanno ribadito l'importanza strategica dell'azienda di Portovesme.
Si teme la cosiddetta
“fermata tecnica”
che potrebbe diventare chiusura definitiva.
Tutto si gioca sui costi dell'energia troppo alti, anche se attualmente, forte di un vecchio accordo, Alcoa la paga a tariffe molto convenienti, ma sulle quali pende una procedura di infrazione dell'Unione Europea.
Da qui la minaccia dell'azienda di avviare il progressivo blocco degli impianti.
«Parliamoci chiaro - ha sottolineato Fabio Enne - se gli impianti si fermano anche un solo giorno, poi sarà impossibile che ripartano».
Ai lavoratori, il presidente Cappellacci e l'assessore La Spisa, hanno assicurato che le notizia che arrivano da Roma rivelano l'esistenza di una soluzione, ma che per il momento resta riservata.
«Chiederò al Governo di attivarsi subito per stabilire un contatto immediato con l'Alcoa - ha detto il governatore Cappellacci - così da trovare una soddisfacente soluzione alla questione dei costi energetici.
Nel frattempo tutti dobbiamo evitare che la tensione degeneri e vengano vanificati gli sforzi e l'impegno che stiamo adottando per il buon esito della vicenda».
FRANCESCO PINNA
«Da Roma è in arrivo la soluzione per il problema dei costi dell'energia»
Centinaia a Cagliari per protestare davanti alla Regione
Mercoledì 04 novembre 2009
In centinaia a Cagliari, prima nei saloni dell'aeroporto, poi davanti alla sede della Regione, in viale Trento: i lavoratori dell'Alcoa sono scesi in piazza per evitare la chiusura della fabbrica.
P rima hanno occupato il terminal partenze dell'aeroporto di Elmas, poi anche i giardini e la strada sotto il palazzo della Regione di viale Trento, a Cagliari.
È stata una mattinata movimentata quella trascorsa ieri da oltre un centinaio di operai e sindacalisti dell'Alcoa di Portovesme:
hanno prima bloccato gli imbarchi dell'aeroporto con bandiere e striscioni, provocando la partenza in ritardo di un volo, poi si sono trasferiti sotto la Regione, protetta da carabinieri e polizia in assetto antisommossa.
Dopo quasi un'ora di protesta, cori e slogan, una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal governatore Ugo Cappellacci e dall'Assessore all'Industria, Giorgio La Spisa.
AEROPORTO
L'allarme è scattato ieri, a sorpresa, poco dopo le 10.30, quando decine di automobili con le bandiere dei sindacati confederali ha bloccato la rampa d'accesso al primo piano dell'aeroporto di Elmas.
Poco dopo, oltre un centinaio di operai hanno occupato il terminal partenze, organizzando un sit-in improvvisato sotto gli occhi incuriositi dei turisti.
Nessun danno alle cose, solo una protesta pacifica e rumorosa.
L'unico disagio, a fine mattinata, lo hanno subito i passeggeri del volo EasyJet per Londra, decollato con un'ora e dieci di ritardo.
Nel giro di pochi minuti, poi, sono arrivate le camionette ed i blindati di polizia e carabinieri, evitando che l'intero scalo andasse in tilt.
REGIONE Poco dopo le 11.30 dai manifestanti è arrivato il nuovo ordine:
«Tutti alla Regione».
Tornati nelle auto, il lungo corteo scortato dai cellulari delle forze dell'ordine ha imboccato la statale 130, dirigendosi a Cagliari dove, ad attenderli sotto il palazzo di viale Trento, c'erano una trentina di militari in tenuta antisommossa che hanno tenuto a distanza gli operai.
Poco dopo mezzogiorno la decisione del presidente Ugo Cappallacci di incontrare una delegazione di sindacati e lavoratori.
IL VERTICE
Saltato l'incontro di ieri col ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola (slittato non si sa quando), i sindacati hanno chiesto assicurazioni sul futuro dell'azienda che garantisce 720 posti di lavoro. In delegazione, presente anche l'assessore La Spisa, i segretari sindacali Roberto Puddu (Cgil), Fabio Enne (Cisl) e Rino Barca (Cisl).
«Il tempo stringe - ha detto Roberto Puddu, segretario Cgil Sulcis - ora servono decisioni e responsabilità».
I confederali hanno ribadito l'importanza strategica dell'azienda di Portovesme.
Si teme la cosiddetta
“fermata tecnica”
che potrebbe diventare chiusura definitiva.
Tutto si gioca sui costi dell'energia troppo alti, anche se attualmente, forte di un vecchio accordo, Alcoa la paga a tariffe molto convenienti, ma sulle quali pende una procedura di infrazione dell'Unione Europea.
Da qui la minaccia dell'azienda di avviare il progressivo blocco degli impianti.
«Parliamoci chiaro - ha sottolineato Fabio Enne - se gli impianti si fermano anche un solo giorno, poi sarà impossibile che ripartano».
Ai lavoratori, il presidente Cappellacci e l'assessore La Spisa, hanno assicurato che le notizia che arrivano da Roma rivelano l'esistenza di una soluzione, ma che per il momento resta riservata.
«Chiederò al Governo di attivarsi subito per stabilire un contatto immediato con l'Alcoa - ha detto il governatore Cappellacci - così da trovare una soddisfacente soluzione alla questione dei costi energetici.
Nel frattempo tutti dobbiamo evitare che la tensione degeneri e vengano vanificati gli sforzi e l'impegno che stiamo adottando per il buon esito della vicenda».
FRANCESCO PINNA
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