Alcoa : «Ci sono giochi strani intorno a questa vicenda»
I sospetti di Cappellacci: azione fatta per ottenere il massimo risultato. Il ministro Scajola:
eravamo d'accordo con Alcoa
Il presidente ha un sospetto:
«Vedo una strana operazione di pressione, esercitata strumentalmente per ottenere il massimo risultato».
L'atteggiamento dell'Alcoa non convince Ugo Cappellacci :
«Una pressione sostenuta anche a livello locale per disegnare scenari di devastazione che non ci sono, e che portano effetti positivi solo per qualcuno».
Il governatore sottolinea:
«Ho chiesto ufficialmente all'Alcoa di rivedere la decisione e di mettere in atto azioni coerenti con le ipotesi di percorso fatte.
Dobbiamo tutti insieme garantire la ripresa, rispettiamo quanto stabilito nel tavolo comune, questo è il momento dell'unità».
Il ministro Claudio Scajola è stupito:
«Eravamo d'accordo con la compagnia, in caso di sanzione:
scongiuriamo comunque la chiusura definitiva e andiamo tutti uniti a protestare contro la decisione dell'Unione Europea.
Intanto - sottolinea Scajola - avevo chiesto di non interrompere l'attività per trovare soluzioni perché lo stabilimento resti operativo».
Adottando un provvedimento tampone:
«Tariffe agevolate magari fino a dicembre, o anche per un periodo più lungo assicurare una fornitura di energia a costo concorrenziale, d'accordo con l'Enel».
Insomma, alle garanzie fornite (anche ieri) ad Alcoa, sono seguite «frasi poco chiare, nel primo comunicato».
Dal ministero, filtrano indiscrezioni su un ipotetico accordo (spifferi a margine di una vicenda drammatica) fra la compagnia e alcuni rappresentanti dei lavoratori, in modo da fare fronte comune e far ottenere maggiori vantaggi ad Alcoa.
LA REGIONE
«Per scongiurare lo stop dell'impianto e garantire i posti di lavoro»,
dice Cappellacci, «questo deve essere il momento della fermezza.
Fare ora qualcosa di sbagliato e diverso rispetto agli accordi, potrebbe mettere a rischio qualche migliaio di posti di lavoro».
Cappellacci è in costante col ministro dello Sviluppo economico e i vertici dell'azienda: «L'obiettivo è la piena operatività dell'impianto e il mantenimento dell'occupazione, per rilanciare il polo dell'alluminio».
LE REAZIONI
Per il deputato Udc Antonello Mereu ,
«la vera partita resta quella dei rapporti con l'Unione Europea.
Se il risultato non è stato ancora raggiunto, lo si deve all'insufficiente pressione svolta dal Governo nei confronti dell'Unione».
Secondo il deputato Pdl Mauro Pili
«la mancata realizzazione della centrale di autoproduzione energetica nel Sulcis e la scorretta applicazione del Virtual Power Plan non hanno fatto altro che rafforzare il predominio delle società elettriche.
Il Governo deve costringere l'Enel a sottoscrivere un accordo bilaterale con Alcoa e rilanciare soluzioni durature e strategiche per il futuro delle industrie energivore sarde».
Il segretario del Pd, Silvio Lai , ha scritto una lettera al leader del partito, Pierluigi Bersani : «Il nostro sistema industriale sta crollando, il Governo fa solo promesse che non può o non vuole mantenere.
Chiediamo il tuo intervento con l'azienda e il Governo, coinvolgendo tutti i rappresentanti del Pd in parlamento, per trovare una soluzione». Per la Cgil non è tollerabile l'atteggiamento del Governo:
«Non si capisce come sia possibile - dice Enzo Costa - che la politica sarda, a tutti i livelli, e il presidente Cappellacci, non alzino la testa e si facciano rispettare a Roma».
Per il segretario Cisl Mario Medde è il momento della mobilitazione:
«Il 30 novembre all'assemblea del popolo sardo decideremo una mobilitazione adeguata al livello delle difficoltà dei lavoratori.
Il sindacato chiede che la mobilitazione dei lavoratori venga supportata da tutte le istituzioni sarde.
Ma è indispensabile che si riapra il confronto a Palazzo Chigi».
Il senatore del Pd Francesco Sanna :
«La decisione di Alcoa di chiudere gli stabilimenti italiani svela il bluff del Governo.
Il ministro Scajola, in Sardegna lunedì 23, dovrà pronunciare parole finalmente chiare rispetto a quelle dette fino a oggi».
Amalia Schirru , deputato Pd: «La drammatica situazione del Sulcis, territorio completamente abbandonato dopo le promesse elettorali, è un esempio lampante della condotta del Governo, capace di mettere in campo solo provvedimenti emergenziali senza prevedere una strategia di sviluppo della realtà isolana».
Il vicecapogruppo del Pd, Giampaolo Diana :
«Non si affrontano questioni così complesse con la superficialità e distrazione che hanno contraddistinto l'azione del governo e della Regione.
Servirebbe maggiore onestà intellettuale per evitare di ingannare il lavoratori. Ora è auspicabile che il presidente della Regione si senta anche lui preso in giro».
Il consigliere Pd
Chicco Porcu :
«A questo dramma sociale va aggiunto l'inaudito balletto di poltrone che sta levando credibilità a questa maggioranza, con assessori fantasma, inadeguati».
Il gruppo in Consiglio di Comunisti-Rossomori-Sinistra:
«La Sardegna non può tollerare passivamente lo smantellamento di ogni iniziativa industriale».
eravamo d'accordo con Alcoa
Il presidente ha un sospetto:
«Vedo una strana operazione di pressione, esercitata strumentalmente per ottenere il massimo risultato».
L'atteggiamento dell'Alcoa non convince Ugo Cappellacci :
«Una pressione sostenuta anche a livello locale per disegnare scenari di devastazione che non ci sono, e che portano effetti positivi solo per qualcuno».
Il governatore sottolinea:
«Ho chiesto ufficialmente all'Alcoa di rivedere la decisione e di mettere in atto azioni coerenti con le ipotesi di percorso fatte.
Dobbiamo tutti insieme garantire la ripresa, rispettiamo quanto stabilito nel tavolo comune, questo è il momento dell'unità».
Il ministro Claudio Scajola è stupito:
«Eravamo d'accordo con la compagnia, in caso di sanzione:
scongiuriamo comunque la chiusura definitiva e andiamo tutti uniti a protestare contro la decisione dell'Unione Europea.
Intanto - sottolinea Scajola - avevo chiesto di non interrompere l'attività per trovare soluzioni perché lo stabilimento resti operativo».
Adottando un provvedimento tampone:
«Tariffe agevolate magari fino a dicembre, o anche per un periodo più lungo assicurare una fornitura di energia a costo concorrenziale, d'accordo con l'Enel».
Insomma, alle garanzie fornite (anche ieri) ad Alcoa, sono seguite «frasi poco chiare, nel primo comunicato».
Dal ministero, filtrano indiscrezioni su un ipotetico accordo (spifferi a margine di una vicenda drammatica) fra la compagnia e alcuni rappresentanti dei lavoratori, in modo da fare fronte comune e far ottenere maggiori vantaggi ad Alcoa.
LA REGIONE
«Per scongiurare lo stop dell'impianto e garantire i posti di lavoro»,
dice Cappellacci, «questo deve essere il momento della fermezza.
Fare ora qualcosa di sbagliato e diverso rispetto agli accordi, potrebbe mettere a rischio qualche migliaio di posti di lavoro».
Cappellacci è in costante col ministro dello Sviluppo economico e i vertici dell'azienda: «L'obiettivo è la piena operatività dell'impianto e il mantenimento dell'occupazione, per rilanciare il polo dell'alluminio».
LE REAZIONI
Per il deputato Udc Antonello Mereu ,
«la vera partita resta quella dei rapporti con l'Unione Europea.
Se il risultato non è stato ancora raggiunto, lo si deve all'insufficiente pressione svolta dal Governo nei confronti dell'Unione».
Secondo il deputato Pdl Mauro Pili
«la mancata realizzazione della centrale di autoproduzione energetica nel Sulcis e la scorretta applicazione del Virtual Power Plan non hanno fatto altro che rafforzare il predominio delle società elettriche.
Il Governo deve costringere l'Enel a sottoscrivere un accordo bilaterale con Alcoa e rilanciare soluzioni durature e strategiche per il futuro delle industrie energivore sarde».
Il segretario del Pd, Silvio Lai , ha scritto una lettera al leader del partito, Pierluigi Bersani : «Il nostro sistema industriale sta crollando, il Governo fa solo promesse che non può o non vuole mantenere.
Chiediamo il tuo intervento con l'azienda e il Governo, coinvolgendo tutti i rappresentanti del Pd in parlamento, per trovare una soluzione». Per la Cgil non è tollerabile l'atteggiamento del Governo:
«Non si capisce come sia possibile - dice Enzo Costa - che la politica sarda, a tutti i livelli, e il presidente Cappellacci, non alzino la testa e si facciano rispettare a Roma».
Per il segretario Cisl Mario Medde è il momento della mobilitazione:
«Il 30 novembre all'assemblea del popolo sardo decideremo una mobilitazione adeguata al livello delle difficoltà dei lavoratori.
Il sindacato chiede che la mobilitazione dei lavoratori venga supportata da tutte le istituzioni sarde.
Ma è indispensabile che si riapra il confronto a Palazzo Chigi».
Il senatore del Pd Francesco Sanna :
«La decisione di Alcoa di chiudere gli stabilimenti italiani svela il bluff del Governo.
Il ministro Scajola, in Sardegna lunedì 23, dovrà pronunciare parole finalmente chiare rispetto a quelle dette fino a oggi».
Amalia Schirru , deputato Pd: «La drammatica situazione del Sulcis, territorio completamente abbandonato dopo le promesse elettorali, è un esempio lampante della condotta del Governo, capace di mettere in campo solo provvedimenti emergenziali senza prevedere una strategia di sviluppo della realtà isolana».
Il vicecapogruppo del Pd, Giampaolo Diana :
«Non si affrontano questioni così complesse con la superficialità e distrazione che hanno contraddistinto l'azione del governo e della Regione.
Servirebbe maggiore onestà intellettuale per evitare di ingannare il lavoratori. Ora è auspicabile che il presidente della Regione si senta anche lui preso in giro».
Il consigliere Pd
Chicco Porcu :
«A questo dramma sociale va aggiunto l'inaudito balletto di poltrone che sta levando credibilità a questa maggioranza, con assessori fantasma, inadeguati».
Il gruppo in Consiglio di Comunisti-Rossomori-Sinistra:
«La Sardegna non può tollerare passivamente lo smantellamento di ogni iniziativa industriale».
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