Portovesme: una nota al presidente Cappellacci

Pubblicato il da sandro

 La Confindustria avvisa:
       decreto energia inutile


 A Portovesme è in arrivo un autunno caldo, caldissimo:
 le emergenze ormai non si contano più.
 A quelle sul piano dell'occupazione (i cassintegrati hanno superato i lavoratori), si sono aggiunte anche le emergenze ambientali, allarme-fluoro all'Alcoa e bacini dei fanghi rossi dell'Eurallumina sotto sequestro preventivo con l'ipotesi di reato pesantissimi di disastro ambientale doloso.
 Insomma, tutto lascia intuire che le prossime saranno settimane pesantissimi per il già fragile apparato industriale del Sulcis
. A partire dalle tariffe energetiche speciali collegate al Virtual power plant, più volte definite indispensabili dalle multinazionali presenti a Portovesme per sopravvivere sarebbero di nuovo in bilico:
è vero che Il Vpp è diventato legge, ma il dubbio è che, così come è stato impostato, il provvedimento non sia utile alle esigenze delle aziende energivore sarde.
Tanto che anche la Confindustria ha sentito l'esigenza di chiedere delucidazioni alla Regione. «Le nostre imprese, soprattutto quelle energivore dell'area del Sulcis - si legge nella nota indirizzata al presidente della Regione - hanno immediatamente rilevato che il provvedimento si è rilevato non idoneo a risolvere tale criticità.
Questa prospettiva ha determinato un clima di grande allarme e preoccupazione tra le imprese e le migliaia di lavoratori coinvolti, e rischia di compromettere le prospettive di sopravvivenza delle industrie ubicate in un'area già fortemente in crisi».
L'associazione degli industriali conclude la nota chiedendo un incontro urgente sul Vpp.
Ma quella delle industrie energivore non è l'unica emergenza:
infatti ci sono da affrontare anche due vertenze molto delicate, come Eurallumina e Otefal.
La prima è ferma da marzo.
 Mentre la ex Ila è da un anno con i forni spenti e i lavoratori in cassa integrazione.

ANTONELLA PANI

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