Appalti, da otto mesi senza un soldo
Il dramma di 138 dipendenti della Smi sospesi
“a zero ore”
A gennaio sono stati sospesi “a zero ore” senza stipendio. Da allora 138 operai degli appalti aspettano il decreto per la cassintegrazione.
L a crisi economica a Portovesme non è un ricordo e, soprattutto, non è uguale per tutti. C'è chi, a fabbrica chiusa o parzialmente ferma, riceve ogni mese un assegno di 700 euro per sopravvuivere durante la pausa forzata. Ma c'è anche chi da gennaio non vede un soldo: è il caso dei dipendenti della Smi, una delle più grosse azienda degli appalti del polo industriale. Esasperati dai ritardi nell'erogazione della cassa integrazione ieri mattina un gruppo di lavoratori si è presentato a Cagliari organizzando un sit-indavanti al palazzo di viale Trento, sede della Regione. La chiusura dell'Eurallumina e la forte riduzione di commesse di lavoro all'interno della Portovesme srl ha costretto la Smi a sospendere “a zero ore e senza retribuzione” 138 dei 236 operai in organico.
SENZA LAVORO
L'azienda, che si occupa di manutenzioni meccaniche, elettriche ed elettrostrumentali, ha avviato la richiesta per la cassa integrazione ma qualche settimana fa ha saputo dal Ministero del Lavoro che la pratica riguardante i 138 lavoratori si perfezionerà al rientro dalle ferie, in un periodo indicato tra settembre e ottobre. Risposta inaccettabile per i lavoratori, che già dall'inizio dell'anno non percepiscono un euro. Così ieri mattina la decisione di chiedere risposte alla Regione, sollecitando l'anticipo della cassa integrazione da parte dell'Inps in attesa del decreto ministeriale. In mattinata le organizzazioni sindacali sono state ricevute da Giandomenico Sabiu, capo di gabinetto del presidente Cappellacci, che ha garantito l'interessamento della Regione: a breve sono attese risposte sull'anticipo della cassa integrazione.
IL DECRETO
«Questi lavoratori della Smi, come tantissimi altri a cui spetta la cassa integrazione straordinaria, sono in attesa che il Ministero approvi il decreto - hanno fattto rilevare Franco Bardi e Daniela Piras, delle segreterie dei metalmeccanici Fiom e Uilm - ma non possono ovviamente attendere i tempi annunciati da Roma. Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, che da gennaio non percepiscono un soldo e, pur sapendo di avere diritto alla cassa integrazione, non sanno quando incasseranno quei soldi. È una situazione insostenibile e se al più presto non avremo la certezza dell'anticipo della cassa integrazione ci saranno iniziative di protesta da parte dei lavoratori».
LA PROTESTA
La disperazione di chi ogni mese deve fare i conti con zero euro è sempre più difficile da contenere, anche perché all'orizzonte non si intravedono grandi possibilità di rientrare a lavoro nel breve periodo. La crisi si respira ancora a pieni polmoni tra le ciminiere spente del Sulcis e i suoi effetti non sono uguali per tutti: i dipendenti degli appalti sono, come sempre, quelli che subiscono gli effetti più pesanti. Come sopravvivere per otto mesi senza lavoro e senza un assegno di cassa integrazione.
ANTONELLA PANI