Il Sulcis si prepara allo scipero generale
Sarà posticipata al primo aprile la chiusura dello stabilimento dell'Eurallumina di Portovesme. È quanto emerso dall'incontro di questa mattina tra azienda e sindacati nella sede di Confindustria, in viale Colombo. I rappresentanti dei lavoratori non hanno voluto firmare l'accordo sulla Cassa integrazione straordinaria per i 400 dipendenti, chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto con la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui chiedono che partecipi anche la Regione Sardegna per salvaguardare i diritti dei lavoratori dell'indotto.
I sindacati non hanno accettato la Cig in quanto voglio - hanno spiegato - un'assunzione di responsabilità da parte del Governo su tre possibili ipotesi: il sequestro coatto degli impianti per insolvenza (la Rusal, proprietaria dello stabilimento, non pagherebbe i fornitori da settembre); l'ingresso nelle quote azionarie di maggioranza della Glencore (attualmente detiene il 12% dell'Eurallumina); la nazionalizzazione dell'azienda di Portovemse. Queste tre soluzione viene prospettate partendo da un unico punto fermo: il mantenimento in attività degli impianti.
Alle 16 a Portovemse è stata fissata un'assemblea di tutti i lavoratori, mentre i 23 sindaci del Sulcis si trovano a Roma, sotto Palazzo Chigi, per chiedere un incontro al Governo.
Intanto si va verso lo sciopero generale del Sulcis, fissato per il 13 marzo dalle segreterie territoriali di Cgil-Cisl-Uil. La mobilitazione è stata decisa dai sindacati per richiamare l'attenzione sulle diverse vertenze aperte nel territorio.