Vertenza Eurallumina, si riparte da zero

Pubblicato il da sandro cherenti

LA NUOVA SARDEGNA 27.01.2012

Riparte la vertenza Eurallumina. Questa mattina è prevista un’altra trasferta a Roma per l’amministratore delegato Vincenzo Rosino, per l’assessore regionale all’Industria Alessandra Zedda, per i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil, per il presidente della Provincia Tore Cherchi e per la Rsu di fabbrica. Obiettivo? Ottenere informazioni sui progressi registrati, negli ultimi tempi, per la ripresa produttiva nello stabilimento di ossido di alluminio. Le notizie e le indiscrezioni sull’argomento Eurallumina infati sono tutt’altro che confortanti. Con il ministro dello sviluppo economico del governo Berlusconi, Paolo Romani, erano arrivate assicurazioni sulla disponibilità incondizionata di 250 mila tonnellate di olio combustibile a prezzo stracciato e di pronta cassa per 20 milioni di euro da destinare alla costituzione del capitale della New.Co per la costruzione della centrale termica. Ora arriva la conferma che le garanzie ministeriali fornite qualche mese fa erano «aria fritta» e dunque l’iter per riaprire la fabbrica deve necessariaemente ripartire da capo. Una situazione che in qualche modo era stata pevantata a fine anno ma che adesso ha trovato autorevolli conferme. «Avremo la conferma ufficiale dal ministro o da un suo delegato - sostengono Roberto Puddu (Cgil), Fabio Enne (Cisl) e Mario Crò Uil). - A questo punto però occorre accelerare le azioni perché si esca dal pantano in cui è precipitata la vertenza Eurallumina. Il sospetto che il precedente governo bluffasse era nelle cose e il sospetto che non si andasse oltre le promesse aveva convinto un po’ tutti. Ora arriva una conferma che ci mette in allarme: perchè è necessario ripartire al più presto nella vertenza». Ma trovare le risorse sufficienti per alleggerire il peso economico della società del gruppo Rusal per la costruzione della nuova caldaia, non sarà facile. “Per questo - aggiungono Fabio Enne e Mario Crò - occorre avere innanzitutto la disponibilità dell’Enel a fornire il vapore necessario alla produzione di ossido di alluminio. Tale soluzione è sicuramente meno dispendiosa delle precedente perché basterebbe un collegamento tra le centrali dell’Enel e l’Eurallumina». Intanto il sindacato riconosce che al ministero le condizioni sono cambiate radicalmente. «Si sta procedendo con competenza e velocità - aggiunge Roberto Puddu. - Sono state stabilite le modalità per la liquidazione del credito Iva all’Eurallumina e si parla già di 50 milioni di euro a disposizione». In altri termini la spedizione di oggi, a Roma, serve solo a valutare i progressi che il Mise è riuscito a raggiungere, in questo poco tempo, per poter riavviare gli impianti di ossido di alluminio.

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