Sardegna: il dramma del Sulcis
La vicenda è nota e rischia di aggravarsi a causa della posizione dlla multinazionale americana: quindi, per non rendere vano il positivo impegno sin qui profuso, il deputato del PdL Mauro Pili ha rivolto, nella seduta di martedì 2 febbraio, un atto di indirizzo al premier Berlusconi, ai ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, delle Politiche europee, Andrea Ronchi, dell'Interno, Roberto Maroni, e degli Affari esteri, Franco Frattini per sollecitare l'attivazione sin dalle prossime ore di tutti gli interventi necessari per sollecitare la definizione di un accordo bilaterale a tempo sino al pronunciamento della commissione europea sui provvedimenti che saranno adottati dal Parlamento e di valutare l'opportunità di avviare un immediato e serrato confronto con la Commissione europea perché la stessa possa vagliare nei tempi più rapidi possibili i provvedimenti che saranno adottati riavviando al tempo stesso un tavolo con i soggetti interessati ad un progetto strategico energetico metallurgico coinvolgendo prioritariamente Alcoa, Glencord e Rusal al fine di definire il rilancio del comparto industriale della metallurgia primaria. Infine, quale sia il "livello di guardia" con riferimento alla situazione dell'ordine pubblico conseguente alla grave crisi, economica sociale legata alla paventata chiusura degli impianti Alcoa di Portovesme.
Un anno fa nell'area industriale di Portovesme la società Eurallumina chiudeva la produzione di alumina, materia prima fondamentale per la produzione di alluminio primario e nel mese di novembre 2009 la Commissione europea decideva di dichiarare aiuti di Stato gli interventi di riequilibrio proposti dal Governo italiano per consentire alle società energivore di poter proseguire la produzione con un costo dell'energia alla pari delle altre realtà produttive europee: la decisione della Commissione europea comportava di fatto una sanzione di oltre 300 milioni di dollari per la società Alcoa, smelter di primaria importanza mondiale nel settore della produzione di alluminio primario.
A seguito di quella decisione la società Alcoa ha avviato con il Governo un serrato confronto al fine di definire strumenti in grado di consentire il mantenimento della produzione con un costo energetico alla pari delle altre realtà europee: il confronto ha portato a definire un costo medio europeo dell'energia elettrica a 30 euro MW/ora contro il costo attuale praticato dalle società elettriche in Sardegna è di circa 65 euro MW/ora.
Il Governo italiano al fine di perseguire l'obiettivo di riallineare il costo dell'energia alla pari della media europea ha proposto un articolato provvedimento (legge n. 99 del 2009) che prevedeva il ricorso al mercato virtuale, sia in termini di virtual power plant che di interconnector, oltre all'utilizzo di energia interrompibile erogabile a determinate condizioni di mercato. L'applicazione del virtual power plant è risultato fallimentare per la scelta di destinare tale energia alle società produttrici di energia elettrica e non, come sarebbe stato auspicabile, alle industrie energivore e l'applicazione degli altri strumenti previsti nella legge n. 99 del 2009, ipotizzata in una seconda fase dal Governo, al fine di scongiurare il pericolo di una fermata degli impianti dell'Alcoa di Portovesme e di Fusina, risultava di difficile applicazione per le implicazioni internazionali e i tempi per una verifica di compatibilità comunitaria risultavano eccessivamente lunghi per scongiurare la fermata degli impianti anticipata dalla società Alcoa.
Una delle condizioni fondamentali per il mantenimento in marcia degli impianti è la definizione di azioni che escludano nuove sanzioni da parte della Commissione europea considerata l'impraticabilità giuridica di utilizzare nuovi strumenti regolatori del prezzo dell'energia da parte di chi aveva già subito sanzioni comunitarie, come nel caso di Alcoa e il Governo in data 22 gennaio 2010 ha approvato un decreto-legge relativo allo strumento di erogazione dell'energia interrompibile il cui iter è appena stato avviato al Senato: sul decreto-legge, utile al raggiungimento della soglia del prezzo medio europeo, non esiste nessun pronunciamento della Commissione europea che, come previsto dalle norme in materia si potrà pronunciare solo una volta che l'iter del provvedimento finale sarà sottoposto alla valutazione di compatibilità comunitaria.
Quindi, la società Alcoa ha annunciato che non esistendo nessun tipo di certezza sulla compatibilità comunitaria dei provvedimenti ritiene di dover fermare la produzione per sei mesi in attesa della definizione dei provvedimenti e la conseguente valutazione di compatibilità comunitaria.
Ma la fermata degli impianti deve essere assolutamente scongiurata per evitare danni rilevanti sia sul piano tecnico che su quello produttivo e di mercato ed è assolutamente necessario impedire, sia per i tempi che per scelta politica industriale, che un soggetto del rilievo internazionale di Alcoa, primo produttore mondiale di alluminio primario, abbandoni il polo industriale di Portovesme me per ottenere questo servirebbe un autorevole intervento, nelle modalità che più si riterranno opportune, per la definizione di un immediato, improcrastinabile, indispensabile, accordo bilaterale tra la società Alcoa e un primario soggetto di produzione elettrica come l'Enel. Infatti, l'accordo bilaterale risulta l'unica ed ultima strada percorribile per scongiurare un disastro economico sociale senza precedenti che ancora può essere evitato con il mantenimento della produzione.
Eppure nel 2003 le società Eurallumina, Alcoa e Portovesme srl presentarono di concerto con la Regione Sardegna il progetto di centrale elettrica di autoproduzione a carbone con il rilancio del progetto Carbosulcis:tale progetto rappresenta una soluzione strategica per l'intera area industriale e consentirebbe nel contempo di riavviare gli impianti di Eurallumina anche attraverso il coinvolgimento della società Glencord che dispone di una quota della stessa società di produzione di alumina.
La stessa società Glencord, già impegnata anche nella produzione dell'alluminio, potrebbe essere coinvolta direttamente in un progetto integrato con Alcoa e Rusal nel ciclo integrato metallurgico energetico del Sulcis.