Rockwool: presidio della fabbrica a oltranza

Pubblicato il da sandro

Gli operai della Rockwool non mollano:

«Presidio della fabbrica a oltranza»

 

S i presidia a oltranza.
Prosegue la protesta dei lavoratori in cassa integrazione della Rockwool, da ieri in assemblea permanente all'interno dello stabilimento di Iglesias.
«Sino a quando non arrivano risposte dall'azienda noi non ci muoviamo - dice Luca Zurru della Filcem - non possiamo permettere che questa fabbrica, costruita con i fondi per la riconversione delle aree minerarie possa essere chiusa senza motivo. Sino a oggi è stata produttiva, ha un buon mercato e i conti in ordine».
A portare la sua solidarietà ai lavoratori della Rockwool, ieri mattina, è arrivato anche il sindaco di Iglesias Pierluigi Carta.
 «C'è una proposta che ci pare seria e interessante - ha detto - di sicuro la fabbrica non può essere chiusa in questo modo».
 Per questo motivo il primo cittadino, subito dopo aver incontrato i lavoratori in assemblea permanente ha inviato un fax urgente al prefetto di Cagliari e al presidente della regione Cappellacci.
Una proposta che viene però presa con cautela dai sindacalisti.
«Ci fa piacere che ci siano anche nuovi imprenditori disposti a rilevare azienda, macchine e lavoratori - ha sottolineato Nino D'Orso, segretario generale della Femca - il problema però è un altro: la Rockwool non vuole vendere la fabbrica.
Al massimo, da quanto ci risulta, è disposta a vendere il capannone ma non gli impianti».
Una situazione che ha spinto quindi i sindacati a proseguire con la mobilitazione e a richiedere un incontro con i consiglieri regionali.
L'esecutivo regionale ha approvato il piano casa - ha concluso - ebbene, la Regione deve fare in modo che le aziende che producono in Sardegna abbiano una sorta di corsia preferenziale
 Non è possibile che una fabbrica, produttiva e con i conti in ordine, venga chiusa perché la proprietà si vuole spostare all'estero.


DAVIDE MADEDDU
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