Rockwool non vende ai concorrenti
Lana di roccia, incontro fra Regione e sindacati
Nulla di fatto.La riunione tra Regione e sindacati per affrontare il caso Rockwool di Iglesias si è concluso con un nulla di fatto. O meglio, come spiegano i sindacati, “con un rinvio a dopo le elezioni”.A spiegarlo è Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl subito dopo il vertice con il comitato interassessoriale convocato per parlare del futuro della fabbrica che sino a qualche anno fa produceva lana di roccia nella zona industriale di Iglesias. «L'assessore all'Industria Angioni - dice - ci ha detto che Rockwool non vende a chi vuole produrre lana di roccia quindi diventa impensabile o, comunque difficile, pensare a un riavvio della produzione ad Iglesias». Compresa quindi la possibilità che la fabbrica venga rilevata da nuovi gruppi imprenditoriali. Come quello rappresentanto dall'ingegnere Guido Gallo che i giorni scorsi aveva manifestato interesse per lo stabilimento chiuso. Per oggi è previsto un nuovo incontro tra sindacati, Regione e i rappresentanti della società che ha deciso di chiudere lo stabilimento iglesiente per spostare la produzioni in Croazia. «Il tema dell'incontro - aggiunge il segretario della Femca - è quello della mobilità: l'azienda, invece di chiedere una proroga di altri sei mesi della cassa integrazione, ha optato per la messa in mobilità dei lavoratori». Scelta che significa una cosa: uscire dall'azienda e dal sistema produttivo aziendale. «Naturalmente - prosegue D'Orso - dovranno essere valutate tutte le possibilità relative alla mobilità. In ogni caso è bene ricordare che l'azienda non potrà andare via senza prima aver risanato l'area dove operava». Davanti alla miniera di Campo Pisano, intanto, prosegue il presidio dei lavoratori che chiedono di essere stabilizzati nelle bonifiche ambientali.
DAVIDE MADEDDU
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