Rockwool, c'è un possibile acquirente
Un imprenditore modenese sarebbe interessato alla fabbrica
Produce condotte termiche destinate ai paesi arabi. Userebbe la lana di roccia come coibentante. Ed è interessato alla Rockwool.
E per la fabbrica di lana di lana di roccia spunta un nuovo possibile acquirente. Ad annunciare l'interesse di un imprenditore verso lo stabilimento di Iglesias fermo da quasi un anno, il segretario generale della Cisl del Sulcis Iglesiente Fabio Enne: «Un imprenditore modenese - spiega il sindacalista - è interessato a rilevare lo stabilimento con gli impianti e le unità produttive: si tratta del responsabile di un'azienda che lavora attraverso contratti di collaborazione con attività negli emirati arabi».
EDILIZIA E NAUTICA
L'impresa, a sentire il sindacalista, sarebbe impegnata nella realizzazione di condotte termiche, per l'edilizia e la nautica, settori in cui è in crescita l'impiego di lana di roccia come coibentante.
MERCATO
Attività, oltretutto, radicate in terra araba che quindi non andrebbero neppure a contrastare con il mercato della Rockwool.
Fin qui le proposte e le possibilità di un eventuale salvataggio dell'azienda che da quasi un anno ha cessato la produzione e messo in cassa integrazione i suoi lavoratori. Sessanta dipendenti che a giugno vedranno scadere gli ammortizzatori sociali che oggi garantiscono il sostentamento delle loro famiglie.
IN ATTESA
«Per il momento non è stata ancora formalizzata alcuna richiesta di acquisizione - aggiunge Fabio Enne - perché chi è interessato alla fabbrica ha necessità di capire quale sarà l'atteggiamento della Regione. E, soprattutto, se ci sarà la possibilità di acquisire, con l'immobile, anche i macchinari per la produzione di pannelli di lana di roccia».
IL VERTICE
Argomenti che potrebbero essere affrontati nel corso del prossimo vertice interassessoriale richiesto dalle organizzazioni sindacali in questi giorni e fissato per la prossima settimana. Quando, probabilmente, anche il rappresentante dell'azienda interessata a rilevare lo stabilimento, presenterà la sua proposta all'amministrazione regionale.
MACCHINARI
«In sede istituzionale e ufficiale - continua Enne - faremo presente che c'è un interesse allo stabilimento e chiederemo alla Regione di chiarire le sue intenzioni. Soprattutto chiederemo che i macchinari non lascino lo stabilimento di Iglesias. Non possiamo permettere che un'attività produttiva venga cancellata con un colpo di spugna».
PRESIDIO
Intanto, a Campo Pisano, davanti alla miniera dell'Igea va avanti il presidio dei lavoratori in cassa integrazione. Una protesta che viaggia anche su internet: nel profilo aperto su Facebook continuano ad arrivare le adesioni di persone che vogliono sostenere la vertenza dei cassintegrati.
DAVIDE MADEDDU