... riflessioni di un lavoratore

Pubblicato il da sandro cherenti

Dopo aver letto il comunicato RSU, sono spinto da un’innata voglia di dare anch’io un’interpretazione all’evoluzione di questa, chiamiamola pure, camaleontica vertenza.

Partendo dall’ultima assemblea sotto il palazzo della regione in viale Trento.

Ricordo che dopo la premessa fatta in apertura, che sgombrava il campo da eventuali dubbi, ricordandoci che, cito testuali parole, “dopo questo non c’è più nulla”, tutti, chi più chi meno, hanno ricevuto una scossa di innegabile rabbia; certo…l’abilità dell’oratore leader presuppone un risultato di questo tipo, peraltro ottenuto, visto che per fare un po’ di leva sul nostro scazzo non è poi così difficile, anch’io avrei fatto la stessa cosa.

Vedete anche Socrate era abilissimo nell’arte oratoria, tanto che il suo segreto stava nel  non discutere si questioni sulle quali l’interlocutore non era d’accordo; certo la tentazione è forte,evitarlo è difficile.

Ma torniamo all’assemblea; altri hanno arringato distribuendo ottimismo a 360 gradi, cito: 

• Il Mise ha dato disponibilità, circa gli aiuti, nella misura di 16mln di euro. ok!

• La regione conferma 20mln di euro ok!

• L’olio combustibile ok!

• La provincia mette a disposizione tutto ciò che è nelle sue capacità economiche ok!

• Il bacino fanghi è ok!

• Il consorzio industriale farà la sua parte… ancora ok!

• L’azienda con una fideiussione colmerebbe il problema “aiuti di stato” ok!

Insomma tutto da traguardare a circa metà ottobre. Ah! ho dimenticato i controc…zi dell’assessore, “l’avessimo avuta prima” non avremmo perso tutto questo tempo.

Ora nessuno nega che il  presidente della regione sia in rota col governo centrale amico, ma addirittura col proprio partito, tanto che sembra abbia restituito la tessera del partito…Commovente…! 

Quindi si può tranquillamente dire che, incassati i risultati prima citati, avanza ancora qualche coniglio a cui offrire un cilindro. Dico qualche cilindro perché uno potrebbe essere la contrapposizione tra i vertici regionali e il governo centrale, come sottolinea il comunicato stesso, l’altro cilindro potrebbe essere l’approvvigionamento della materia prima. Di questo non se ne parla quasi mai  anche perché le notizie che trapelano dai siti Rusal sono spesso smozzicate e vaghe, una per esempio è che la bauxite Dian Dian, che è quella che dovremmo utilizzare noi e che già utilizza  Aughnish, ha subìto un aumento dei dazi intorno al 10%, presupposto che pone un aut aut all’utilizzo di questa bauxite e magari un ripiego sull’utilizzo della bauxite jamaicana di Alpart o addirittura un ritorno alla weipa australiana (costi di produzione permettendo…)  tutte notizie avvolte da un rincorrersi di se e di ma, certo è che una strategia industriale non denuncerà mai apertamente le sue debâcle.

Questo credo sia la preoccupazione maggiore per l’azienda, ma ovviamente anche per noi, insieme al mercato e non ultima alla credibilità dell’Italia in questo momento di incertezza politica ed economica.

Il mio punto di vista diverge non sul  fine di questa vertenza ma sul metodo e questo non significa che non si vogliono le stesse cose. Spesso si è portati a non cambiare idea solo per  essere coerenti col proprio orgoglio magari in un secondo momento si rivaluta la scelta e si cambia strategia entrando inevitabilmente in un circolo vizioso da cui è difficile uscirne, anche per questo ho definito camaleontica questa vertenza, perché fin dall’inizio non è stato messo nero su bianco su cosa veramente voleva quest’azienda, che fino ad oggi ha scelto di fare leva sulla nostra disperazione sperando di trovargli noi la soluzione più vantaggiosa, senza peraltro chiarire il suo progetto industriale. 

Mi verrebbe da dire che nonostante tutti gli sforzi fatti in questi tre anni di lotte non  sia importato più di tanto a quest’azienda. Perché se è vero che chi decide la riapertura è sostanzialmente è il mercato noi avremmo potuto combattere solo ed esclusivamente per il territorio e con il territorio.

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