Quote di gas serra e soldi nel polo industriale di Portovesme.

Pubblicato il da sandro cherenti

 

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                 Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Da alcuni anni “la direttiva europea 2003/87/CE istituisce il sistema europeo di scambio delle quote di emissione dei gas-serra attraverso:

l’assegnazione di quote di emissione a tutti gli impianti appartenenti alle categorie elencate nell’Allegato I della direttiva attraverso Piani Nazionali di Assegnazione;

l’obbligo, a partire dal 1′ gennaio 2005, di una autorizzazione all’emissione di gas-serra per tutti gli impianti appartenenti alle categorie previste dalla direttiva;

l’istituzione di registri nazionali gestiti dagli Stati Membri e coordinati a livello centrale dal CITL (Community Independent Transaction Log) gestito dalla Commissione. 

Il Registro per l’Emissions Trading e’ una banca dati elettronica altamente sicura e standardizzata che registra:

le quote di emissione che sono assegnate e mantenute nei conti dei singoli impianti

tutte le transazioni dovute a trasferimenti di quote tra i conti

le emissioni annuali dichiarate dagli operatori e convalidate dai verificatori

la restituzione annuale delle quote a fronte delle emissioni verificate”

 

Il Registro Italiano e’ basato “sul software GRETA sviluppato dal DEFRA (UK Dept. for Environment Food and Rural Affairs).  A partire dal 2008, i registri per l’Emissions Trading europeo verranno incorporati nel sistema di registri previsto dal Protocollo di Kyoto. Il registro ha un’area pubblica  e un’area sicura . 


Il decreto legislativo n. 216/2006 (art. 1) ha attribuito il ruolo di “autornazionale” competente per l’attuazione della direttiva n. 2003/87/CE al Comitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva n. 2003/87/CE, fra le cui competenze è il rilascio delle autorizzazioni a emettere gas a effetto serra in favore degli impianti industriali di nuova costruzione (cc.dd. nuovi entranti), disporne le quote, verificare i controlli svolti da parte dei verificatori e irrogare le sanzioni nei confronti dei trasgressori (art. 16, comma 2, della direttiva n. 2003/87/CE, art. 20 del decreto legislativo n. 216/2006).

Gli impianti chiusi o in sospensione dell’attività non hanno diritto, permanentemente o temporaneamente, ai benefici economici e ambientali discendenti dalla direttiva n. n. 2003/87/CE e dal decreto legislativo n. 216/2006.   Molto probabilmente vi sono diversiimpianti industriali ubicati nel polo di Portovesme, Comune di Portoscuso (CI), rientranti nella qualificazione giuridica di “impianto chiuso” o di “impianto in stato di sospensione di attività”

Per questo le associazioni ecologisteGruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato nuovamente una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale alMinistero dell’ambiente, alla Provincia di Carbonia-Iglesias riguardo:

*   impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*   assegnazione di crediti spettanti in favore di impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*   risultati delle verifiche effettuate sugli impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*  eventuali (e probabili) impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, rientranti nella qualificazione giuridica di “impianto chiuso” o di “impianto in stato di sospensione di attività” negli anni 2006-2011; 

*   eventuali restituzioni di quote di emissioni di gas a effetto serra da parte impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011;

*  eventuali irrogazioni di sanzioni nei confronti di impianti del polo di Portovesme beneficiari di quote di emissioni di gas a effetto serra, anche in regime di “nuovi entranti”, negli anni 2006-2011.

La richiesta è stata inoltrata anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per opportuna conoscenza.

Una prima richiesta era stata inoltrata con atto del 2 settembre 2011, ma non è finora pervenuta alcuna risposta.

Si attendono quanto prima le informazioni richieste per verificare la corretta applicazione di un sistema che può portare benefici per il clima e l’ambiente, ma non deve certo beneficiare gli eventuali furbi.

 

 


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