Poiché non mi è consentito esprimere il mio parere sulla vertenza Eurallumina nelle riunioni di RSU di cui faccio parte , lo faccio in questo modo.
La vertenza Eurallumina prosegue da quasi tre anni e ciò nonostante lo stabilimento è ancora fermo. La politica, le parti sociali e l’azienda, tentano di elaborare e condividere un valido programma di riavvio dell’Eurallumina, che però non arriva mai. La vertenza sembra infinita e si caratterizza per gli impegni presi e non mantenuti, per i verbali d’ incontro non rispettati, per gli ordini del giorno inutili, per dichiarazioni di intenti non concretizzate.
Sembrerebbe in atto un’azione premeditata, in cui l’ alternarsi di delusioni e di speranze, convincono ingannevolmente tutti che sarebbe bene star buoni, perché la prossima occasione potrebbe essere quella buona ; peccato che la buona occasione è sistematicamente rimandata.
Lo dimostra l’ ultima trasferta-manifestazione Romana da cui si è rientrati, con un semplice comunicato stampa senza firme, i cui contenuti, definiti soddisfacenti si sono rivelati assolutamente inutili, il cui unico risultato è stato perdere molto tempo. Anche l’incontro fra il Sottosegretario allo Sviluppo Economico e l’Assessore regionale all’industria tanto atteso e annunciato con un comunicato traboccante di trionfalismo e ottimismo si è rivelato l’ennesima delusione, anche perché non è mai avvenuto. Per non parlare della richiesta all’unione Europea di poter concedere ad Eurallumina un contributo di entità superiore a quanto previsto dalle attuali regole UE, che quasi certamente non sarà accolta, pregiudicando l’intero progetto sottoscritto nell’incontro del 1 settembre 2011 fra RAS, Azienda, Sindacato e Sfirs,
Chi ci amministra, sta palesemente fronteggiando una crisi industriale di questa portata con inadeguatezza, leggerezza e incoerenza; ed è ora che cambi strategia, in modo autonomo o assistito. Nel nostro territorio non è stato ripristinato un posto di lavoro perso nei tre anni passati e non si è realizzato alcuna alternativa o un progetto credibile. Sono stati sprecati tre anni preziosi in scelte che potrebbero essere definite l’apologia all’ INUTILITA’ Serve dare un taglio alle promesse e agli ordini del giorno che peraltro non costano nulla e non si negano a nessuno; si deve puntare a risultati concreti e tangibili e sarebbe folle non incominciare a considerare concretamente la realizzazione del vapordotto dall’Enel che con molto meno dispendio finanziario, consentirebbe il riavvio dell’ impianto in 12 mesi.
Sergio Murenu
Iglesias 20-01-2012