Poiché non mi è consentito esprimere il mio parere sulla vertenza Eurallumina nelle riunioni di RSU di cui faccio parte , lo faccio in questo modo.

Pubblicato il da sandro cherenti

    Un Saluto
    di Sergio Murenu

      La vertenza Eurallumina prosegue da quasi tre anni e  ciò nonostante lo stabilimento è ancora fermo. La politica, le parti sociali e l’azienda, tentano di elaborare e condividere  un valido programma  di riavvio dell’Eurallumina, che però non arriva mai. La vertenza sembra infinita e si caratterizza per gli  impegni presi e non mantenuti, per i verbali d’ incontro non rispettati,  per gli ordini del giorno inutili, per dichiarazioni di intenti non concretizzate.

Sembrerebbe in atto un’azione premeditata, in cui l’ alternarsi di delusioni e di speranze, convincono ingannevolmente tutti  che sarebbe bene star buoni,  perché la prossima occasione potrebbe essere  quella buona ; peccato che la buona occasione è sistematicamente rimandata.

 Lo dimostra l’ ultima trasferta-manifestazione  Romana da cui  si è rientrati, con un semplice comunicato stampa senza firme, i cui contenuti,  definiti soddisfacenti si sono rivelati assolutamente inutili, il cui unico risultato  è stato perdere molto tempo. Anche l’incontro fra il Sottosegretario allo Sviluppo Economico e l’Assessore regionale all’industria tanto atteso e annunciato con un comunicato traboccante di  trionfalismo e ottimismo  si  è rivelato l’ennesima delusione, anche perché non è mai avvenuto. Per non parlare della richiesta all’unione Europea di poter concedere ad Eurallumina  un contributo di entità  superiore a quanto previsto dalle attuali regole UE, che quasi certamente non sarà accolta, pregiudicando l’intero progetto sottoscritto  nell’incontro del 1 settembre 2011 fra RAS, Azienda, Sindacato e Sfirs,

Chi ci amministra, sta palesemente fronteggiando una crisi industriale di questa portata con inadeguatezza, leggerezza e incoerenza; ed è ora che cambi strategia, in modo autonomo o assistito. Nel nostro territorio non è stato ripristinato  un posto di lavoro perso nei tre anni passati e non si è realizzato alcuna alternativa o un progetto credibile. Sono stati sprecati tre anni  preziosi in scelte che potrebbero essere definite  l’apologia all’ INUTILITA’ Serve dare un taglio alle  promesse  e agli ordini del giorno che peraltro non costano nulla e non si negano a nessuno; si deve puntare a risultati concreti e tangibili  e  sarebbe folle non incominciare a considerare concretamente la realizzazione del vapordotto dall’Enel che con molto meno dispendio finanziario, consentirebbe   il riavvio dell’ impianto in 12 mesi.

                               Sergio Murenu

Iglesias 20-01-2012

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