Per Alcoa tariffe agevolate sino al 2015
LA NUOVA SARDEGNA - Economia: «Per Alcoa tariffe agevolate sino al 2015»24.01.2012
CAGLIARI
La via per salvare il polo dell’alluminio è tracciata, basta un voto. Parola di Stefano Saglia, parlamentare Pdl e già sottosegretario al Ministero per lo sviluppo economico con delega all’energia, primo attore della partita che tre anni fa salvò Alcoa in zona Cesarini. «La commissione attività produttive della Camera ha esitato il decreto Milleproroghe inserendo con voto unanime un mio emendamento che allungherebbe l’attuale sistema tariffario al 2015, dando tre anni di tempo per mantenere le produzioni in attesa di un nuovo compratore, che da parte sua avrebbe tempo per contrattare col governo un piano industriale adeguato». Saglia e i suoi colleghi non sanno ancora il parere che il governo esiterà in Aula. - Ma così non continuate a procedere con soluzioni tampone, in un settore che ha bisogno di certezze? «È vero, ma quella soluzione, nata per Sardegna e Sicilia, è ancora necessaria perche la sicurezza della rete nelle due isole non è stata raggiunta. Quando abbiamo pensato a quel sistema in cuor nostro eravamo sicuri di aver tempo per risolvere una volta per tutte questo problema». - L’ha sorpresa la scelta degli americani? «No. Già la volta scorsa era chiaro che loro si basavano solo sui conti; se vanno male cambiano strada, senza perdere tempo. Non credo che questo addio sia recuperabile». - Ma perché l’altra volta siete stati costretti a prendere una strada così tortuosa come l’interconnector? Non potevate fare come altre nazioni che hanno imposto tariffe elettriche basse? «L’alluminio primario ha bisogno di tariffe vicino ai 30 euro a megawatt, altrimenti la produzione non ha senso. Noi ci abbiamo provato ma abbiamo trovato il muro di Enel e Autorità per l’Energia». - Vuol dire che da loro sono arrivati i dinieghi a quel contratto decennale che avrebbe garantito vita certa ad Alcoa? «Voglio dire che quando abbiamo chiesto a Enel di fare come la sua controllata Endesa fa in Spagna con Alcoa, ci è stato detto che lì c’è il nucleare e qui no. L’Autorità è sempre restia a scaricare sul sistema, cioè sulle bollette di tutti, gli sconti energetici per i grossi consumatori, come Alcoa. La loro rigidità allora ha impedito di far quadrare il cerchio, e adesso magari non aiuta a trovare la soluzione». - Per lei dove sarebbe? «Nella centrale che Enel ha di fronte allo stabilimento. Per quella energia Alcoa paga oneri di trasporto francamente ridicoli, visto che si tratta di poche decine di metri. Capisco che Enel voglia avere un suo ritorno produttivo, ma non deve tirare troppo la corda, e l’eventuale nuovo soggetto imprenditoriale che potrebbe subentrare ad Alcoa deve capire che la soluzione passa per l’autoproduzione, o per l’affitto di parte o di tutta la centrale. Il resto sono slogan. - E l’Europa? Come reagirebbe alla proroga? «Spero che questo governo sia più incisivo di quanto siamo stati noi. Insieme alla Germania l’Italia è interessata alla difesa delle industrie primarie. Se vogliamo, abbiamo i mezzi per tutelare tutte le nostre produzioni». (g.cen.)