Patto tra sindacati e parlamentari sardi

Pubblicato il da sandro

Insieme a Roma, ma sia la Regione a guidare il confronto

       di Giuseppe Meloni  

Si va a Roma, con o senza la Regione: ma sperando che ci sia. Il vertice tra i sindacati e i parlamentari eletti nell'Isola rafforza il clima di mobilitazione sulla vertenza Sardegna, rilanciata da Cgil, Cisl e Uil. E conferma l'intenzione di una doppia manifestazione: davanti a Palazzo Chigi, entro il 20 aprile, e il 4 giugno a Cagliari.
Deputati e senatori sono pronti a sostenere il confronto col Governo: aspettano però che sia la Giunta a guidarlo. Oggi i segretari delle tre sigle confederali incontreranno Ugo Cappellacci: si parlerà dell'attuazione del piano del lavoro, ma soprattutto al governatore sarà chiesto di guidare il corteo romano per pretendere l'apertura di un dialogo vero sui problemi dell'Isola.

IL VERTICE

Non tantissimi, a dire il vero, i parlamentari che rispondono all'appello dei sindacati: nella sede cagliaritana della Cgil si presentano solo in 10 su 27, grosso modo gli stessi che avevano partecipato ad analoghi incontri in passato. Cinque sono del Pd: Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Amalia Schirru (deputati), Antonello Cabras e Francesco Sanna (senatori). Tre del Pdl (i deputati Salvatore Cicu e Mauro Pili e il senatore Piergiorgio Massidda). Infine i deputati Antonello Mereu (Udc) e Federico Palomba (Idv).

A loro i leader sindacali chiedono di sostenere le iniziative annunciate nei giorni scorsi, a partire dalla trasferta romana, per invocare nuove strategie di sviluppo per l'Isola. «Se Cappellacci non accoglierà la nostra proposta - precisa il segretario della Cgil Enzo Costa - saremo comunque nella capitale per una manifestazione di popolo. La Sardegna sta affondando per responsabilità sarde e romane».

«RIBELLISMO»

La responsabilità della Regione, ricorda Mario Medde (Cisl), è «aver totalmente disatteso il patto per lo sviluppo e il lavoro firmato con noi il 4 giugno 2010». La coincidenza con la data della manifestazione di Cagliari è tutto fuorché casuale. «La politica locale si metta una mano sulla coscienza», avverte Francesca Ticca, leader Uil: «C'è chi dice che anche la valorizzazione dell'insularità poteva essere ottenuta tramite una semplice legge regionale. Rischiamo che si scateni anche qui la guerra del pane».

Il timore dei sindacati è proprio che il malessere degeneri in rivendicazioni corporative o territoriali, «un ribellismo - nota Medde - che può farci perdere di vista gli interessi generali». Un monito condiviso da Paolo Fadda: «Ormai anche le situazioni drammatiche, da Eurallumina a Vinyls, stanno diventando la normalità. Di fronte alla distrazione del Governo, è necessario che la Sardegna porti avanti un'idea nuova di sviluppo».
Anche perché, osserva Giulio Calvisi, «di fatto Palazzo Chigi non c'è. Il Governo non governa. E non c'è neppure la Regione, che non fa sentire la sua forza nelle battaglie da affrontare subito: federalismo fiscale, risorse Fas, fondi comunitari che rischiamo di perdere. E pure la vicenda entrate, ancora senza esito».
Per Salvatore Cicu «non si può dire che la Giunta sia assente, e infatti proprio sulle entrate il Governo ha già dato segnali importanti. Giusto cercare un confronto, su due aspetti: da un lato le emergenze, con un tavolo permanente sull'industria col ministro Romani, dall'altro la programmazione di nuovi obiettivi di sviluppo».

INSULARITÀ

 Mauro Pili è tra quelli che più chiedono che sia la Regione a guidare il dialogo istituzionale, sulla base di una linea comune: «Non si può andare a Palazzo Chigi senza avere idee chiare sulle azioni da mettere in campo». Ma soprattutto il tavolo col Governo «dev'essere un punto di arrivo, e deve concentrarsi sul decreto attuativo per l'insularità nell'ambito del federalismo fiscale. La Regione deve negoziare con Palazzo Chigi una specifica misurazione del divario di sviluppo dell'Isola, e appositi rimedi».
I parlamentari rivedranno i sindacati nei prossimi giorni, dopo l'incontro odierno di Costa, Medde e Ticca con Cappellacci: a seconda dell'esito del vertice si decideranno le modalità della manifestazione di Roma.
                   
                                                              

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