Patto sociale per lo sviluppo

Pubblicato il da sandro

Appello dei sindacati, apertura di Cappellacci:

«Coinvolgeremo tutti»

 

Mercoledì 18 novembre 2009

 

«Un cambiamento sul metodo e sul merito della programmazione regionale per lo sviluppo e il lavoro».

È quanto chiedono le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil alla Giunta regionale.

In un incontro col governatore Cappellacci, i sindacati hanno sollecitato

«un patto sociale per lo sviluppo»,

con «il coinvolgimento di tutte le forze attive della società sarda: sindacato, imprenditori, istituzioni». Il presidente della Regione ha accolto «con estremo interesse» le indicazioni dei sindacati, «perché si tratta di un contributo concreto»


COMUNICATO DEI SINDACATI

La linea convergente delle sigle confederali è stata espressa in un comunicato unitario dopo la riunione di viale Trento.

«Non accetteremo in questo momento la politica dei due tempi:

cioè subito un piano per tamponare le emergenze e, successivamente, quello per il rilancio dell'economia dell'isola».

In questo senso

«è urgente riaprire il tavolo istituzionale con il Governo nazionale e mettere in campo tutte le iniziative per un nuovo Piano di rinascita».

Cappellacci replica che

«il patto per lo sviluppo deve essere un momento di grande coinvolgimento degli attori della società sarda».

Per questo, «sottoscrivo gran parte delle istanze» dei sindacati.

La Giunta «punta a governare i processi di sviluppo, senza limitarsi solo all'emergenza».


SINDACATI E CONTRATTAZIONE

Cgil, Cisl e Uil intanto firmano un'intesa con l'Unione delle Province Sarde e Anci Sardegna sulla contrattazione territoriale.

Prevista poi l'istituzione di un osservatorio regionale.

Il documento è stato siglato dai segretari regionali sindacali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl), Francesca Ticca (Uil), dal direttore generale dell'Anci Umberto Oppus e dal presidente dell'Ups Roberto Deriu.

Secondo il protocollo province e comuni diventano «sempre più gli attori principali di sviluppo e di welfare» e il coinvolgimento delle parti sociali sarà fondamentale nel processo di riforma. «Un'intesa importante proprio quando gli Enti locali hanno difficoltà a garantire i servizi primari», sottolinea Enzo Costa, «mentre i cittadini vedono nelle istituzioni territoriali l'interlocutore più adeguato a risolvere i problemi».

Mario Medde è sicuro che il protocollo d'intesa che tocca i temi dello sviluppo del lavoro abbia «un significato eccezionale»:

«È un primo importante mattone»,

dice Francesca Ticca, «di un percorso che abbiamo avviato considerando che il federalismo impone un nuovo modello di società».

 

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